Il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta ha rilasciato delle dichiarazioni riguardanti il nuovo stadio nella zona San Siro del Milan e del club nerazzurro durante l’evento “Infrastrutture e Sport: una ricchezza per il Paese” organizzato da PWC in collaborazione con Calcio e Finanza. Il portale specializzato ha poi riportato le parole del dirigente.
“Oaktree da subito si è dimostrata attenta e si è focalizzata a creare patrimonio e cogliere una opportunità di proseguire in un progetto. Si è agganciata al lavoro splendido fatto dal Milan nella persona di Paolo Scaroni. Ha ritenuto che il focus fosse quello di guardare allo stadio, ha supportato l’attività iniziale del Milan fino alla ‘consacrazione’ di martedì scorso con il deposito della proposta di acquisto di San Siro che delle aree limitrofe. È veramente qualcosa di straordinario. Paolo (Scaroni, ndr) lo sta vivendo in modo più intenso rispetto a me, ma credo sia una grandissima esigenza non solo per le due squadre ma per una città come Milano“.
Marotta prosegue: “Dobbiamo renderci conto che anche in una città tanto decantata come Milano per fortuna sono arrivate proprietà straniere. Siamo passati da un modello di mecenatismo, oggi abbiamo 11 proprietà straniere e questo ci deve far riflettere di come, come Paese, non siamo in grado di supportare il calcio. È normale che le proprietà vengano con l’obiettivo di avere equilibrio e sostenibilità, ma credo ci sia anche una riflessione etica: col mecenatismo le squadre erano molto competitive, ma da un punto di vista etico non era un modello da seguire. Le proprietà oggi riconoscono che ci sia un modello di business in cui lo stadio ha un valore fondamentale. Non solo da un punto di vista sportivo, in cui tra i nostri problemi ci sarà quello rappresentato dal manto erboso che ancora non abbiamo risolto, lo abbiamo già rifatto due volte. Abbiamo dovuto fare una riflessione se cambiare il manto erboso venerdì o meno, abbiamo deciso di proseguire e speriamo bene. Rappresentando un asset, lo stadio è una forma di valore patrimoniale ma anche generatore di risorse. Normale che lo stadio abbia una valenza pari a quella sportiva“.


