Torna la Champions e come in campionato, la necessità per il Milan è quella di far punti: tanti, maledetti e subito, come recita un adagio popolare. Sembra passato un secolo dalla sbornia felice di Madrid, invece parliamo solo di venti giorni fa, con in mezzo il pareggio pazzo di Cagliari, la sosta delle nazionali e lo 0-0 soporifero contro la Juventus.
L’avversario è di quelli che intimoriscono Fonseca perché di fatto parliamo di una piccola d’Europa, una di quelle squadre che tenderà a difendere ed abbassarsi, un po’ come alcuni club di serie A che intasando spazi limitano l’efficacia di Leao & Co.
Lo Slovan Bratislava dopo quattro giornate ha 0 punti, 2 gol fatti e 15 subiti. Secondo peggior attacco, seconda peggior difesa del maxi girone. Con questi numeri la trasferta slovacca si introduce un po’ da sé, ma non essendo un momento lineare nella Storia del Milan, alcuni spunti di riflessione sorgono comunque.
Come verrà preparata da Fonseca questa sfida? Moduli ne abbiamo visti molti, aggiustamenti tattici anche. Immaginiamo torneranno i quattro giocatori offensivi, probabilmente Rafa, Pulisic e Chukwu dietro ad Abraham in contumacia Morata. Con uno schieramento come questo, il rischio è sempre quello di perdere d’equilibrio ma non essendoci ancora la mezze misure, la sensazione è che si vada verso il 4-2-fantasia.
C’è bisogno di punti e c’è bisogno di gol, perché con così tante contendenti la differenza reti potrebbe diventare un fattore che sposterà. Sarebbe bello tuttavia trovare una formula che non imponga una scelta. Ad oggi si è quasi rassegnati all’idea che una gara può essere impostata all’attacco, oppure esser incentrata sulla prudenza. Resta soprattutto questo il limite che viene contestato a Fonseca, ma soluzione sembra ancora lontana. Intanto per mantener viva l’idea di puntare alla élite 8, domani serve innanzitutto vincere e il Diavolo è alle spalle al muro, sia in Champions, sia in campionato.


