Il calcio è semplice secondo Allegri. Ma sarà vero?

In un’intervista del 2014 a La Repubblica, Massimiliano Allegri aveva pronunciato per la prima volta la frase poi divenuta trademark dell’allegriano pensiero: “Il calcio è semplice“. Il concetto è stato ripreso poi più volte dal tecnico negli anni successivi, e molti la ricorderanno nella celebre intervista a Sky post Inter-Juve (2018), ma la ritroviamo anche nel titolo del suo libro pubblicato nel 2019 “E’ molto semplice“.

La verità sta nel mezzo

Al netto delle opinioni soggettive, vi sono aspetti, considerati suoi capisaldi, ampiamente condivisibili, come il fatto che serva la tecnica dei giocatori per far la differenza e che sia fondamentale creare un’ottima organizzazione difensiva.

Per alcuni dietro a questa teoria c’è un eccesso di semplificazione, per altri invece si tratta di un pensiero centrato e che riporta a pensare al calcio come sport ‘basic’, senza i tanti fronzoli che alcuni podcaster dipingono in quest’era moderna.

Come spesso accade è possibile che la verità stia nel mezzo. È chiaro che nonostante si tratti di uno sport di squadra sia spesso deciso dai singoli, ed è altrettanto evidente che consolidare la fase di non possesso, il tema del ‘prima non prenderle’ sia banale quanto in effetti importante. Ma ridurre così all’osso il calcio può risultare limitativo.

Il calcio è semplice secondo Allegri: il caso Milan e la teoria che si scontra con la realtà

L’attuale Milan del Max II è in difficoltà su entrambe i fronti. Non riesce a riproporre la compattezza che ha fatto intravedere in alcune gare e specie contro Pisa e Atalanta ha fatica tremendamente a creare presupposti per segnare.

Per aver una gestione ‘semplice’ della rosa, Allegri ha richiesto una rosa corta, ma questa scelta sta costando caro in una fase di campionato dove gli assenti sono costantemente 5-6 in ogni partita. Nello specifico, alcune mancanze pesano più di altre e non è un segreto che Rabiot e Pulisic siano fondamentali in questo gruppo.

C’è un Diavolo con Cavallo Pazzo e uno senza. Con: 5 partite, 1 gol subito, 4 vittorie, un pari. Senza: 6 partite, 6 gol subiti, 3 vittorie, 2 pareggi, 1 sconfitta. Poi naturalmente pesa non poter schierare Captain America che banalmente è il capocannoniere rossonero attuale con 4 gol.

In conclusione possiamo dire che ci sono situazioni di facile lettura ma è anche vero che nei momenti complessi, pensare a qualcosa di diverso, magari meno lineare, può aiutare a superare difficoltà. Ecco Milan-Roma sarà per queste ragioni e per ragioni di classifica, una sorta di turning point. Prestazione e risultato diranno parecchio sullo stato dell’arte dell’Allegri bis.

Massimiliano Allegri (Photo Credit: Tiziano Ballabio / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Massimiliano Allegri (Photo Credit: Tiziano Ballabio / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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