Ibrahimovic a Sportweek: “Galliani ha provato a portarmi al Monza, sul colloquio con Gazidis…”

Il centravanti rossonero Zlatan Ibrahimovic ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sportweek: “Quello che è uscito della riunione famosa è solo il 10% di quello che è successo. La mia non era cattiveria, era parlare per me e per la squadra, parlarsi in faccia, chiaramente, per avere risposte sulla situazione. Il mio futuro? Mi ha chiamato Galliani, mi ha detto che, dal momento che avevo affermato che a 11 km da Milano, c’è il mio vecchio Milan. Mi piace, così deve lavorare un direttore sportivo. Quando mi ha portato per la prima volta al Milan, è venuto a casa mia in Svezia e mi ha detto che, finché non avessi firmato, non se ne sarebbe andato. Helena, mia moglie, mi ha guardato sconvolta, pensando che Galliani fosse pazzo. Le ho detto che sarei dovuto andare al Milan. Quando vuoi qualcosa, devi prendertela con i fatti, non solo a parole. L’assenza dei tifosi? È strano? E lo dici a Ibra che non gioca in uno stadio con meno di 70 mila persone (ride)? Il pubblico fa il 50% della partita: ti carica, ti fischia, cosa che mi piace, e ti emoziona. Quando vado sotto la Curva, mi sento vivo. I tifosi sono felici, pregano il loro Dio”.

Sul suo ritorno in Italia: “Sono venuto in Italia per finire la carriera con un grande club perché mi hanno detto che in America era troppo facile. Sono tornato e hanno fermato tutto. Allora, ho pensato che qualcuno non volesse che smettessi. Ora bisogna dare il massimo, anche in questa situazione. Poi vediamo cosa succede con il club. Certo io voglio giocare per vincere qualcosa e sentire intorno a me che posso vincere. Io non faccio la mascotte”.

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