La vittoria, una carica di entusiasmo e tanta consapevolezza. Questo si porterà dietro il Diavolo dalla trasferta di Udine. Per nulla scontata, ma resa ‘semplice’ grazie ad una prestazione sontuosa e costante all’interno dei novanta minuti. Assieme ai tre punti, Amorim torna a Milanello con certezze in più. Gli acciacchi dei titolari hanno permesso di mettere in mostra qualche seconda linea che ha convinto appieno. Stiamo parlando, ad esempio, del giovane Diawara e di Hutchinson.
Diawara, un debutto da incorniciare
La novità e curiosità della formazione iniziale è stata sicuramente la presenza di Diawara nella linea difensiva. Il classe 2006 finora non era mai stato impiegato in Serie A, solamente a singhiozzo in Europa League, con poco minutaggio sia a Salisburgo che a Bournemouth. Per lui, dunque, nessuna esperienza da titolare. Questo però non ha pesato nella testa del francese, anzi, è parso a suo agio nei meccanismi difensivi sia in fase di contenimento che in costruzione. Come se avesse sempre giocato. Segno dell’ottimo lavoro che sta svolgendo Amorim anche con coloro che vengono impiegati meno, ma che all’occorrenza rispondono presente. Adesso il tecnico può a tutti gli effetti contare su un difensore in più.
Hutchinson, un talento in crescita
Un altro giocatore che pian piano si sta guadagnando fiducia. Probabilmente, la scintilla è scattata nel match di Salisburgo in cui ha ben figurato. Da lì in poi Amorim gli ha sempre dato spazio, prima da subentrato e poi da titolare proprio a Udine, dove è arrivato il primo gol. Il segreto di questo ragazzo è la duttilità. Può infatti giocare sia come trequartista dietro alla punta che in fascia, chiaramente con caratteristiche più offensive. Nel match di domenica sera lo abbiamo visto esser propositivo in avanti ma anche utile a ripiegare e diventare quarto di destra. Un buon segnale, dal punto che in quella posizione c’è il solo Chuckwueze. Anche lui, come Diawara, una bella sorpresa. Amorim ha scoperto due titolari in più.


