Milan, Amorim ha un’idea precisa: ora serve continuità. Il derby può dire molto

Il Milan è arrivato al terzo-quarto posto in classifica nonostante le difficoltà delle ultime settimane: dalle sconfitte europee contro Benfica e Bournemouth al pareggio contro il Sassuolo, passando per le sofferenze nel finale contro l’Atalanta. Come sottolinea la Gazzetta dello Sport, il percorso in campionato resta in linea con gli obiettivi: a Ruben Amorim viene chiesto soprattutto di riportare i rossoneri in Champions League. Lo scudetto, per ora, rimane un sogno da coltivare senza trasformarlo in un obbligo.

Qualcosa, però, comincia a intravedersi nel lavoro del tecnico portoghese. Amorim vuole una squadra aggressiva, capace di pressare alto, andare a prendere gli avversari e verticalizzare appena si presenta l’occasione. Un progetto ancora in fase embrionale, con meccanismi da perfezionare e distanze da sistemare, ma che lascia intravedere una direzione precisa.

Il problema è che quando il livello degli avversari si è alzato in Europa, il Milan ha mostrato tutti i suoi limiti. Le sconfitte contro Benfica e Bournemouth hanno evidenziato quanto la squadra sia ancora lontana dalla versione immaginata dall’allenatore. L’aggressività può diventare un’arma importante, ma soltanto se accompagnata da movimenti coordinati e dalla capacità di recuperare subito il pallone.

Milan, la crescita passa anche dai giovani

Uno degli aspetti più interessanti del lavoro di Amorim riguarda la valorizzazione dei giovani. Il tecnico ha dato spazio al ventenne Cisse, si è affidato al ventiduenne Diego Moreira e sta accompagnando la crescita di Hutchinson. Scelte che raccontano la volontà di ampliare le risorse a disposizione e costruire una squadra capace di evolversi nel tempo.

Per riuscirci, però, non basta lanciare nuovi talenti: serve inserirli in un sistema di gioco che permetta loro di esprimersi senza perdere equilibrio e solidità. Il Milan deve trovare continuità, soprattutto dopo le batoste europee, che hanno messo in evidenza le difficoltà nel reggere il confronto con avversari di livello superiore.

Goncalo Ramos, il nodo da risolvere prima del derby

C’è poi una questione che pesa più delle altre: il rendimento di Goncalo Ramos. Il portoghese è arrivato con aspettative importanti, ma finora non è riuscito a incidere in fase realizzativa quanto ci si attendeva. La sua crescita potrebbe cambiare gli equilibri offensivi rossoneri, perché una squadra che vuole pressare alta e attaccare in verticale ha bisogno di un riferimento capace di trasformare il lavoro collettivo in gol.

La Rosea individua proprio nel recupero dell’attaccante uno dei passaggi decisivi per le ambizioni del Milan. Se Ramos riuscisse a trovare continuità sotto porta, gli scenari potrebbero diventare più interessanti. Il derby di sabato contro l’Inter arriva quindi in un momento cruciale: servirà capire se le difficoltà europee siano soltanto un passaggio a vuoto o il segnale di limiti ancora da superare.

Il ritorno in Champions League resta l’obiettivo concreto, mentre lo scudetto è una possibilità che dipenderà anche dalla crescita della squadra. Il Milan è ancora un cantiere aperto, ma la direzione comincia a essere più chiara. Adesso servono risposte sul campo, soprattutto nelle partite che possono misurare davvero il livello raggiunto da Amorim e dai suoi giocatori.

Udinese-Milan: Gonçalo Ramos, Christian Pulisic (Photo Credit: Alessio Marini/IPA Sport/ipa-agency.net)
Udinese-Milan: Gonçalo Ramos, Christian Pulisic (Photo Credit: Alessio Marini/IPA Sport/ipa-agency.net)

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