Jens Petter Hauge si sta piano piano ambientando nel suo nuovo ambiente, quello del Milan. Il norvegese entra sempre di più all’interno dei meccanismi di Pioli e, più il tempo passa, lui è sempre più determinante. Non solo incide in zona gol (4 reti tra campionato e coppa), ma anche per quanto riguarda le prestazioni e quel suo movimento per accentrarsi che ormai sta diventando il suo marchio di fabbrica. In campo sta dimostrando il suo grande talento certo, ma fuori non è da meno. Dopo la partita contro lo Sparta Praga, Jens ha aperto il libro di italiano e si è messo a studiare così da apprendere la lingua il più velocemente possibile. Questo rende Hauge ancor di più un ragazzo prodigio.
Hauge, a tal riguardo, è stato definito dal Corriere dello Sport come uno studente provetto, come dar torto. Chi conosce bene le qualità del ragazzo sia dentro che fuori dal campo è sicuramente suo padre, Jan Ingvald. Proprio lui ha parlato delle gesta del figlio: “Un bambino come tanti, cresciuto tra calcio, pallamano e sci. Si divertiva con ogni sport, ma preferiva il pallone. da bambino tifava Drogba. Ha iniziato a 5 anni, ma poi a 12 la cosa è diventata seria; abbiamo incontrato i dirigenti del Bodoe e lì ha fatto tutta la trafila. Nei suoi gol vedo il controllo palla e il body language che ha sempre avuto”. Successivamente il padre fa chiarezza sulle offerte ricevute per suo figlio Jens Petter: “Una sola vera offerta, quella del Cercle Brugge; il Bodoe era d’accordo, ma lui ha fatto saltare tutto perché voleva ancora crescere e si sentiva un pilastro della squadra. Poi è arrivata l’offerta del Milan e sapete tutti com’è andata”.


