Bomber dai gol pesanti, Giroud e quella maledizione che non c’è più

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Uno degli artefici principali dello straordinario cammino del Milan è senza ombra di dubbio Olivier Giroud. L’uomo dai gol pesanti, l’uomo decisivo quando conta, l’uomo che si è fatto trovare sempre al posto giusto nel momento giusto. Tanto, tantissimo dello scudetto dei rossoneri passa anche dal suo sacrificio, dai suoi movimenti, ma soprattutto dai suoi gol. Undici in campionato, tre in Coppa Italia, ai quali vanno aggiunti i quattro assist, particolarmente prezioso e decisivo, per esempio, quello per il gol di Ismael Bennacer a Cagliari. Olivier Giroud aveva un tabù pesante da sfatare: la maledizione della numero nove che, dal ritiro di Pippo Inzaghi nel 2012 in poi, ha colpito tutti quelli che hanno indossato quella maglia. Il francese, nonostante le critiche e lo scetticismo iniziale, ha saputo caricarsi sulle spalle l’attacco rossonero, superando i momenti difficili legati al Covid e all’infortunio fastidioso alla schiena e sapendo aspettare il suo turno quando Zlatan Ibrahimovic stava bene ed era il titolare indiscusso. Giroud si è sempre fatto trovare pronto ed ha saputo anche portare il suo carisma, la sua esperienza, ma soprattutto la sua mentalità che ha acquisito, negli anni, vincendo da protagonista una Coppa del Mondo con la sua Francia, una Champions ed un’Europa League con il Chelsea, diverse Fa Cup con l’Arsenal ed un campionato francese con il Montpellier.

Giroud spezza la maledizione. Doppia cifra e gol pesanti

Gonzalo Higuain - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Arbitro Gianpaolo Calvarese – Milanpress, robe dell’altro diavolo

Olivier Giroud, quindi, oltre all’esperienza e alla maturità, ha portato una mentalità vincente che al gruppo Milan ed allo spogliatoio servivano come il pane ed è stato utile quando serviva, segnando gol fondamentali per lo scudetto. Dal gol rimonta contro il Verona, al gol vittoria contro il Torino, fino ad arrivare soprattutto alla splendida doppietta nel derby che ha fatto svoltare la stagione rossonera e al gol decisivo di Napoli. Ed ancora. Il gol di Roma contro la Lazio e la doppietta nella sfida scudetto di Reggio Emilia. Gol pesanti, gol determinanti che vanno ben oltre quell'”undici” che appare affianco al suo nome nella classifica dei cannonieri 2021/2022. Un classico esempio di come i gol si pesano e non si contano e di come, a volte, undici gol valgono molto di più rispetto ai 25 o 30 non decisivi, o decisivi solo in parte. Pato, Matri, Fernando Torres, Destro, Luiz Adriano, Lapadula, André Silva, Higuian, Piatek, Mandzukic. Prima di lui ci hanno provato in tanti ed hanno, per un motivo o per un altro, miseramente fallito. Olivier Giroud, invece no ed ha finalmente rotto la maledizione della maglia numero nove.

Il mercato delle punte, ma Giroud sarà ancora fondamentale

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Negli occhi dei tifosi rossoneri rimarrà impressa per sempre la sua esultanza con la lingua verso i tifosi dopo il secondo gol nel derby. Quasi a non crederci, quasi a dire: “Eccomi, sono qui. Sono l’uomo dai gol pesanti e con me tutto è possibile”. Giroud, nonostante la narrativa nazional popolare che viole un Milan scudettato senza una vera prima punta, è stato decisivo, determinante, fondamentale. Senza il suo fiuto, il suo essere al posto gusto al momento giusto, la sua abitudine a vincere, oggi parleremmo di un’altra stagione, di un altro campionato, di un’altra faccia di Milano trionfante ed esultante. Nella prossima stagione Maldini, Massara e la società, vista anche l’assenza prolungata di Ibra, sanno che ci sarà bisogno di maggior peso offensivo. Arriverà Origi, ma potrebbe non bastare. Lazetic andrà a farsi le ossa in prestito, ma la società potrebbe investire su un’altra prima punta importante. Olivier Giroud, però, ci sarà e darà il suo contributo, liberato anche da una maledizione spezzata, da un tabù che non c’è più perché ora quella maglia, quella che fu di Van Basten, Weah e Pippo Inzaghi, non pesa più.

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