Gimenez si tiene il Milan, contro tutto e tutti. Ma quanto sarebbe stato più semplice per lui andare a Roma? Il tempo ci dirà…

Dall’apertura di quest’ultima sessione di calciomercato estiva, Santi Gimenez è stato messo alla porta dalla stampa e dalla sua stessa società senza rispetto. Il messicano è approdato a Milano sulla chiusura delle porte dell’ultima finestra invernale, le aspettative erano molto alte sin da subito, anche per il prezzo pagato per il suo cartellino: circa 40 milioni di euro.

Tra qualche sfortuna e una situazione al Milan tutt’altro che facile, Santi ha concluso la stagione con 6 gol e 3 assist in 19 partite, molte giocate da subentrato. Nella metà di stagione precedente il messicano aveva invece segnato 16 gol con il Feyenoord, di cui 5 in altrettante gare disputate in Champions League. Le pressioni non hanno certo aiutato il giocatore, che da questa situazione ne dovrà uscire da solo.

Dicevamo, durante questi due mesi intensi di calciomercato è rimbalzata più volte la voce che il Milan volesse provare a cedere il proprio attaccante perché non contento di questi 6 mesi. Sulla base di quanto appena espresso, allora circa il 99,9% della squadra sarebbe dovuta essere in uscita, cosa a cui per altro i rossoneri sono andati vicino, visto la quantità di cessioni effettuate. Eppure Santi ha ancora quel qualcosa che fa pensare, forse sperare.

Al Feyenoord ha giocato un totale di 105 partite segnando 65 gol, più di un gol ogni due partite. Certo, si tratta di tutt’altra storia, tra Eredivisie e Serie A c’è sicuramente un grande divario, ma ha avuto modo di confrontarsi anche in palcoscenici come la Champions League, segnando senza problemi. E allora? Dov’è il problema?

Serve TEMPO. Nella società di oggi il tempo è sempre più prezioso e sembra non ci sia mai margine di errore, che i treni passano una volta sola e poi mai più. Le pressioni che tutta questa urgenza crea non sono che deleterie per dei ragazzi così giovani che sognano, ma che a volte si sentono fuori tempo massimo già a 23 anni, cosa inaccettabile. Non può essere così. Nel calcio non tutti hanno gli stessi tempi, bisogna anche adattarsi ad una nuova realtà, un nuovo Paese e una nuova lingua che ancora non si conosce. I fattori esterni sono quelli che incidono di più anche sul campo.

Nonostante quanto detto e quanto successo, con il Milan che voleva – negli ultimi giorni di mercato – portare a termine lo scambio tra Santi e Dovbyk, l’opposizione del messicano è stata determinante per fare saltare tutto. Sei mesi non sono stati sufficienti, vuole più tempo per dimostrare a tutti quelli che lo criticano quanto si sbagliano. È al Milan e ci vuole restare.

 

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Eppure sarebbe stato forse molto più semplice andare a Roma, dove avrebbe trovato Gasperini pronto a valorizzarlo nella maniera giusta. A Roma l’ambiente è sicuramente meno tossico che a Milano – almeno in questo momento -, con i giallorossi che sembra abbiano trovato già la quadra sul sistema di gioco e già si mostrano in armonia con il nuovo tecnico. Tutto questo non poteva che essere positivo per Gimenez, che però – ribadiamo – ha scelto il Milan, di nuovo.

Se già la sua voglia di rossonero aveva scaldato i cuori dei tifosi qualche mese fa, questa ennesima dimostrazione d’amore non ha fatto che aumentare la stima di un popolo che, ora, vuole vederlo felice con questa maglia. In questa stagione ha già segnato due gol, entrambi purtroppo in fuorigioco, ma ha dato dimostrazione di saperla buttare dentro se servito bene. Tempo al tempo ora, difficilmente avrà altre possibilità di redenzione: da qui a gennaio dovrà dimostrare di poter e saper fare la differenza. Sarà anche compito di Allegri metterlo nelle condizioni giuste, ma il popolo si fida di Santi, ha visto qualcosa in lui e non può essere solo fumo…

Milan: Santiago Gimenez (Photo Credit: Emmanuele Mastrodonato / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan: Santiago Gimenez (Photo Credit: Emmanuele Mastrodonato / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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