Era il 20 giugno 2018, esattamente tre anni fa, quando – con una tesina su “Il giardino dei Finzi–Contini”, celebre romanzo scritto da Giorgio Bassani del 1962 – Gigio Donnarumma conseguiva il diploma di maturità in Ragioneria. Ed oggi, 20 giugno 2021, per la precisione 1096 giorni dopo, può essere di fatto l’ultimo giorno da giocatore del Milan del classe 1999, sebbene il suo contratto scada formalmente il 30 giugno.
Donnarumma, si chiude un ciclo
Domani, infatti, il portiere di Castellammare di Stabia sosterrà le visite mediche con il Paris Saint-Germain, che manderà un suo medico nel ritiro della Nazionale a Coverciano. Sarà la fine di un ciclo, di ciò che poteva essere e non è stato. Era il 2015 quando Sinisa Mihajlovic si prese la responsabilità di mandare in campo quel ragazzone di sedici anni che nelle giovanili aveva lasciato tutti con la bocca aperta, e sul quale il Milan aveva puntato due anni prima, strappandolo ad una nutritissima concorrenza tramite un assegno da ben 250 mila euro, non proprio bruscolini per un quattordicenne. Da quel match contro il Sassuolo, si sono susseguite 251 presenze, alcune delle quali anche con la fascia di capitano al braccio.
Quattro milioni che fanno tutta la differenza, giusto Gigio?
Tutto ciò, aggiunto alla sua dichiarata fede rossonera, alla volontà di tutto l’ambiente del Milan di farne la nuova bandiera, nel solco dei grandi Capitani del passato, non è evidentemente bastato a Gigio per convincersi ad accettare uno stipendio da 8 (OTTO) milioni di euro all’anno, due in più dell’ingaggio attuale. Donnarumma ed il suo agente Mino Raiola hanno infatti preferito i 12 (DODICI) del PSG, optando per lasciare a zero il Milan: la beffa oltre il danno, per dirla in parole povere. A questo punto viene da chiedersi: “Ma cosa può fare un ragazzo di ventidue anni con dodici milioni all’anno che non potrebbe fare anche con otto, tra l’altro nella squadra per cui tifa?“. Magari un giorno avremo una risposta dal diretto interessato, e forse allora capiremo se alla maturità scolastica e a quella calcistica – perchè Gigio è ormai un veterano del rettangolo verde – si sarà aggiunta anche quella “di vita”, quella, cioè, che i dizionari definiscono “Capacità di orientamento o di comportamento, fondata sull’acquisizione seria, completa e definitiva dei dati dell’esperienza“. Nella settimana in cui Gigi Buffon è tornato a Parma, lì dove tutto è iniziato, chissà se un domani accadrà lo stesso anche con il suo erede in Nazionale. Ma stiamo viaggiando troppo in avanti con la fantasia: adieu e bonne chance, Gigio!


