A Genova sarà un Milan orfano dei ‘due Ibra’: è questa la vera prova di maturità

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Spesso e volentieri ai ragazzi di Pioli, come tallone d’Achille in chiave scudetto, è stata sottolineata la grande giovinezza di una rosa non ancora pronta per raggiungere grandi traguardi. Lo stesso Ibrahimovic, durante lo speciale ’23 con Massimo Ambrosini’ ha evidenziato come il collettivo non abbia ancora una tale mentalità ed esperienza per porsi grandi obiettivi. Ciò però non significa che i rossoneri non siano un gruppo maturo e che, nelle mille difficoltà di questo inizio di stagione, non possano ambire a qualcosa di importante ragionando partita dopo partita. Basti pensare all’etichetta di ‘Normal one’ attribuita a mister Pioli, ora primo in classifica e già con un biglietto staccato per i sedicesimi di Europa League. Basti pensare ad Ibra, che a 40 anni si trova a guardare dall’alto verso il basso gente come Lukaku e Ronaldo nella classifica marcatori. E basti pensare al Milan, un anno fa travolto 5 a 0 tra le mura dell’Atalanta ed ora considerato addirittura come una candidata alla conquista del tricolore. Ecco, tanto per citare tre pronostici già sovvertiti.

A Genova senza i ‘due Ibra’, il vero test

D’altronde, per un motivo o per l’altro, tutti e quattro i primi mesi di questa stagione sono stati un esame per Pioli e la sua truppa. Dall’immediata necessità di saper affrontare un ‘dentro o fuori’ europeo all’assenza di Zlatan, dall’emergenza difensiva allo stop di Pioli causa Covid: non si può certo dire che dalle parti di Milanello siano stati mesi semplici, ma è proprio in queste situazioni che il gruppo si è consolidato e si è dimostrato maturo, probabilmente molto più di quanto ci si aspettasse. E Milan-Fiorentina ne è la prova. Ora a Genova ci sarà da aggiungere un altro tassello importante, dal punto che domenica non saranno a disposizione i due vecchietti dello spogliatoio, Simon Kjaer e Zlatan Ibrahimovic. Sarà un Milan più verde che mai. Un Milan senza vere e proprie guide, ma con molte personalità forti come quelle di Gigio Donnarumma e di Hakan Calhanoglu, senza dimenticarci del capitano Romagnoli che ha appena superato le 200 presenze con la casacca rossonera. Ecco, probabilmente il vero e proprio test di maturità sarà proprio contro la Samp.

Milan: Hakan Calhanoglu - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Milan: Hakan Calhanoglu – Milanpress, robe dell’altro diavolo

A Genova senza i ‘due Ibra’, fiducia a Gabbia e Rebic

Difficile pensare che Matteo Gabbia e Ante Rebic possano rimpiazzare al 100% i due grandi assenti. Il giovane centrale, nonostante un bagaglio di diverse titolarità, è ancora acerbo per mettere sul campo la stessa leadership e trasmettere la stessa sicurezza del danese, così come Ante – complice un ruolo non suo – non può avere lo stesso senso del gol di un vero ‘9’ come Zlatan Ibrahimovic. La soluzione? Come detto prima, appunto, il gruppo. Servirà lo spirito mostrato finora, la stessa compattezza e la medesima voglia di sacrificarsi e correre l’uno per l’altro. Essere operai e concreti. Del resto, come successo a San Siro contro la banda Prandelli. E poi, ovviamente, da tenere in considerazione le motivazioni di Gabbia e Rebic. L’azzurro avrà una gran voglia di mettersi in mostra e convincere il club a continuare a puntare su di lui, anche in un’eventuale futura partecipazione alla Champions League. Il croato, d’altra parte, deve ancora sbloccarsi in questa stagione ed ha una voglia matta di tornare ai livelli di sei mesi fa. Ecco, se ci sarà questo, anche il test Sampdoria potrà passare in archivio.

Ibra e Rebic – Milanpress, robe dell’altro diavolo

 

 

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