Lorenzo Colombo ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport a pochi giorni da Genoa-Milan, match che ha un significato speciale per lui che è cresciuto nelle giovanili rossonere e solo dopo questa stagione lascerà definitivamente quei colori. Sarà riscattato per 10 milioni di euro dal Grifone.
Genoa, Colombo: «Sento questo club come casa»
«Da nessuna parte sono rimasto più di una stagione. Avevo in testa l’idea di mettere radici in questo club, lo sento un po’ come casa. Per la sua storia, per la passione che trasmette questo ambiente e per ciò che rappresenta. All’andata dovevamo dimostrare la nostra voglia di uscire da un momento buio, stavolta abbiamo messo le basi per il nostro domani».
Sugli allenatori che lo hanno aiutato di più: «Baroni al Lecce: mi ha preso in A come scommessa aiutandomi a creare il ruolo da punta centrale. Non lo ero, stavo molto fuori dall’area. Poi D’Aversa a Empoli: con lui l’anno scorso si è creato un rapporto speciale, era come un padre. Una grande persona, oltre che un ottimo allenatore».
Sul paragone con Batistuta nelle giovanili
«Avevo i capelli lunghissimi, ancora più di oggi e senza la fascetta in testa. Inoltre, calciavo forte per essere piccolino, ed è nato il paragone. Ma il mio vero modello è Ibrahimovic. L’ho avuto come compagno di squadra al Milan, è stato qualcosa difficile da raccontare. Averlo al fianco ogni giorno ti insegna qualcosa che non puoi spiegare a parole: lì ho compreso il campione che è stato. E qui entriamo nel discorso mentale di ottenere qualcosa in più: ci riesci grazie a giocatori come lui, oltre che al lavoro che in quegli anni fece Pioli».


