Gazzetta, Rangnick dice no al Milan: il CT dell’Austria stufo di attendere

Ralf Rangnick ha deciso di chiudere anche l’ultimo spiraglio di porta lasciato aperto dalla dirigenza del Milan. Secondo quanto appreso dai colleghi de La Gazzetta dello Sport, il manager ha preso atto della mancata risposta del club e ha scelto di interrompere la sua disponibilità, concentrandosi esclusivamente sul suo ruolo di commissario tecnico dell’Austria, che esordirà al Mondiale nella notte italiana tra martedì e mercoledì contro la Giordania.

Rangnick dice no al Milan

Dal ritiro a Santa Barbara filtra grande tranquillità attorno al futuro del tecnico, con la federazione austriaca convinta da tempo di poterlo trattenere oltre la competizione per tutti e di tutti. Già all’arrivo negli Stati Uniti, i dirigenti erano ottimisti sulla sua permanenza e il presidente Josef Pröll aveva ribadito la fiducia reciproca tra le parti, sottolineando la solidità del progetto e della comunicazione con l’allenatore. Una convinzione che, col passare dei giorni, si è rafforzata.

Rangnick, da parte sua, non ha mai risposto pubblicamente alle domande sul Milan e ha continuato a lavorare con la sua nazionale, confermando ai vertici federali la volontà di proseguire il percorso tecnico anche dopo il Mondiale, con un contratto che potrebbe arrivare fino al 2028. La tempistica della firma, prima o dopo il torneo, non sembra rappresentare per lui una priorità: ciò che conta è la chiarezza del progetto.

Poli diametralmente opposti

Il tecnico austriaco ha percepito un segnale preciso: da un lato una federazione che lo vuole al centro del progetto e lo responsabilizza, dall’altro un Milan che, dopo i primi colloqui di alcune settimane fa, non ha più fatto passi concreti. Una situazione che Rangnick non è abituato a vivere e che lo ha portato a maturare una certa insofferenza.

Nei confronti con Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimović, il tecnico aveva delineato con chiarezza le proprie condizioni: pieno controllo dell’area sportiva, senza interferenze esterne. Una richiesta che riguardava la gestione tecnica a 360 gradi, dalla scelta dell’allenatore (con i nomi di Oliver Glasner o Alexander Jaissle come possibili riferimenti) fino alla struttura dirigenziale e allo scouting.

Tra i profili indicati anche figure come Johannes Spors per il ruolo di direttore sportivo e Christopher Vivell per l’area scouting, oltre a un controllo esteso su settore giovanile e metodologie di lavoro, coerente con la sua idea di calcio basata su intensità, pressione e organizzazione collettiva.

Concentrazione sul presente in Nazionale

Il Milan, alle prese con una fase di profonda ristrutturazione dopo la mancata qualificazione alla Champions League, aveva ascoltato le richieste senza però arrivare a una decisione definitiva. E mentre il tempo passava, Rangnick ha preso atto della situazione, scegliendo di voltare pagina e di concentrarsi definitivamente sul suo presente in nazionale.

Ralf Rangnick
Ralf Rangnick – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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