La maglia numero 9 del Milan resta una delle più pesanti e complicate da indossare. Tolta l’eccezione Olivier Giroud – trascinatore dello scudetto 2022 e leader fino all’ultimo giorno in rossonero – il ruolo di centravanti è rimasto scoperto, tra tentativi mancati e scelte non ripagate. E pensare che il francese era arrivato come semplice vice Ibrahimovic: l’infortunio dello svedese lo spinse al centro del progetto, e il resto è storia.
Dopo il suo addio, però, il vuoto si è sentito. Gol in calo e assenza di punti di riferimento sia in campo sia nello spogliatoio. La scorsa stagione – si legge su la Gazzetta dello Sport – lo dimostra bene: in rosa si sono alternati addirittura sei attaccanti, senza però trovare il vero erede.
Alvaro Morata, acquistato dall’Atletico Madrid per meno di 15 milioni, doveva essere la punta di riferimento nel 2024-25. L’avventura è durata appena sei mesi: via a gennaio in prestito al Galatasaray e poi al Como, senza rimettere piede a Milanello. Spazio quindi a Santiago Gimenez, che resta ancora un’incognita.
Il bilancio degli altri è ancora più negativo: Divock Origi, due gol in 36 presenze, è ormai a un passo dalla risoluzione del contratto nonostante i 4,5 milioni d’ingaggio; Tammy Abraham, arrivato in prestito secco dalla Roma, si è fermato a dieci reti stagionali, troppo poco per il riscatto; Luka Jovic, mai continuo, è finito svincolato all’AEK Atene. Considerato troppo acerbo Francesco Camarda, mandato a Lecce per crescere senza troppe pressioni.
Il passato recente racconta una lunga lista di meteore, da Torres a Luiz Adriano fino a Mandzukic, senza dimenticare il flop di Lazetic (oggi all’Aberdeen). Una sequenza che fotografa bene l’instabilità cronica nel cuore dell’area.
Adesso tocca a Victor Boniface provare a invertire la rotta. La dirigenza rossonera ha trovato l’accordo con il Bayer Leverkusen sulla base di un prestito oneroso da 5 milioni con diritto di riscatto fissato a 24. Per Allegri, che sogna il ritorno in Champions e non ha mai nascosto l’ambizione scudetto, serviranno certezze più che scommesse. Tra Gimenez, l’adattamento di Rafa Leao e l’eventuale arrivo di Boniface, l’attacco del Milan resta un cantiere aperto.


