L’esordio in Champions League del Milan Campione d’Italia è nella citta di Mozart, vietato steccare: Leao cerca il primo gol in trasferta nella competizione, insieme a lui la garanzia Giroud.
Il Milan è arrivato nella città di Mozart nella seconda parte del pomeriggio, dimenticando a casa il pianoforte e il violino di Adli, escluso di lusso dalla lista degli invitati. I rossoneri in questo momento sono la prima orchestra italiana e ha un senso che giochi alla Scala del calcio: nessuno è riuscito a dare un’armonia come il direttore d’orchestra Pioli, nessuno inserisce le sue improvvisazioni da jazz in una prova corale, come Leao e il derby hanno ampiamente dimostrato.
Stefano Pioli schiererà sostanzialmente la stessa formazione del weekend ma il significato è differente. Sulla carta Salisburgo-Milan ha un decimo del fascino del derby ma, paradossalmente ha molta più importanza.
L’avversario – Il Salisburgo corre, ha gioco e va in verticale quando può. Calcola poco ma in Austria, dove il livello è ancora basso, non prende quasi mai gol. Serviranno preparazione fisica e mentale. E poi, il fattore campo. Nel suo stadio, la squadra austriaca mette le ali: nell’ultima Champions, qui, ha battuto Lille, il Wolfsburg ed il Siviglia, poi ha pareggiato col Bayern. Nessuna sconfitta.
Alla RedBull arena ci saranno 30 mila persone, non 75 mila, ma si sentiranno. Il Milan però ha gli orchestrali giusti per tornare in Italia con tre punti. Lo scrive La Gazzetta dello Sport in edicola questa mattina.


