Grazie al lavoro d’approfondimento della nostra redazione, abbiamo appreso che Maldini non era presente a Milanello per motivi di salute, nel giorno del confronto tra Gazidis ed una delegazione della squadra. Un’assenza meno rumorosa per via proprio del piccolo intervento chirurgico, ma che comunque è l’ennesimo segnale di una comunità d’intenti che si sta viepiù assottigliando.
Una riprova l’abbiamo avuta anche nella serata di ieri, dove Maldini e Gazidis erano seduti distanti uno dall’altro allo Stadium. Le due personalità sono piuttosto ingombranti, entrambi a modo loro difendono la loro professionalità. L’AD sudafricano con un cv di tutto rispetto, è il primo referente di una proprietà fisicamente assente. Mentre per Paolo il Milan è un fattore di cuore innanzitutto, e sente molto la responsabilità di dover lasciare qualcosa di importante.
La cacciata di Boban ha rafforzato l’autorevolezza di Gazidis, e al contempo ha indebolito la figura di Maldini che si sente, come ovvio che sia, minacciato da Rangnick e da tutto ciò che può derivare dal sua approdo in rossonero.
Un organigramma che pare pronto ad un nuovo terremoto. Sembra pertanto coerente che i rapporti al momento sia freddi e distaccati. La speranza è che la distanza strategica ed ideologica dei due non influisca negativamente sul lavoro, comunque importante, dei prossimi mesi.

