Galliani: “Futuro? Solo Dio lo sa. Sogno lo scudetto del Milan al primo colpo come nel 2010. Nuovo stadio? L’eresia sarebbe…”

Adriano Galliani ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport dopo aver annunciato il suo addio al Monza, complice il cambio di proprietà e il passaggio da Fininvest a Beckett Layne Ventures. Ecco le parole dello storico dirigente tra biancorossi e… Milan.

Galliani e l’emozione per l’addio al Monza

“Un’emozione forte. Lascio il club che amo da quando avevo 5 anni e mia madre mi portava allo stadio, la squadra della mia città. Ho ringraziato la nuova proprietà che mi aveva offerto la carica di presidente. Ma non mi vedo in una società che non sia di Silvio Berlusconi/Fininvest“.

Galliani prosegue: “Nei 44 anni vissuti accanto a Berlusconi non gli ho mai visti occhi felici come a Barcellona, dopo la sua prima Champions, e a Pisa, dopo la promozione in A del Monza. Seguì lo splendido campionato 2022/23. Il Monza è stato l’ultima, grande gioia del presidente. Ne sono assolutamente convinto. Vale una Champions del Milan? Di più. Il Milan ne aveva già vinte due prima di Berlusconi. Il Monza in A non c’era mai stato. Quando il presidente lo aveva promesso, qualcuno aveva sorriso. Come quando aveva promesso un Milan campione del mondo“.

Sul Milan attuale

“Allegri? Max è un grande allenatore. Ci ho visto bene… Quando era al Cagliari, gli ripetevo: ‘Lei ha il phisique du role’ per il Milan. Perché, per guidare una grande, conta anche la presenza. Max giocava e vestiva bene. Un bel fioeu, direbbe Gullit. Il mio sogno è lo scudetto al primo colpo, come nel 2010. Può farcela, sono ottimista. I dirigenti rossoneri hanno fatto una scelta azzeccatissima“.

Se abbia mai pensato a Modric: “Avevamo Pirlo, poi quando è andato al Real è diventato inavvicinabile. Modric è un grandissimo giocatore. Mi ricorda tanto Pirlo. Determinante Rabiot, che è sempre piaciuto tanto a Max“.

Sul suo spirito da ultrà milanista: “Mai smesso di esserlo. Non mi sono mai trattenuto neppure da dirigente del Monza. Io non so cosa faccio allo stadio. Me ne rendo conto quando mi rivedo in tv… Ho dentro 31 anni di Milan“.

Galliani sul nuovo stadio: “L’eresia sarebbe i club fuori dalla città”

“Una città come Milano non può non avere un grande stadio, in linea con i tempi. E il luogo non può che essere San Siro, ben servito da metro, strade e autostrade, dove i tifosi del Milan sono abituati ad andare da 100 anni e quelli dell’Inter da 80. San Siro è impossibile da ristrutturare. L’alternativa è costringere le squadre a giocare nella cintura milanese“.

Galliani prosegue: “Ogni consigliere comunale, al di là delle logiche politiche, deve valutare se per la città di Milano, sia conveniente avere uno stadio meraviglioso o non averlo. Una città all’avanguardia, bella come Milano, non può non avere uno stadio all’altezza del suo standard. L’eresia non è abbattere San Siro, ma Inter e Milan fuori dalla loro città“.

E sul suo futuro…

“Cosa farò da grande? Solo Dio lo sa“.

Adriano Galliani (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Adriano Galliani (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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