Intervistato ai microfoni della Gazzetta dello Sport, Filippo Galli ha provato a dare una spiegazione ai continui saliscendi della difesa del Milan.
Periodo complesso: “Prima di tutto, vorrei fare una considerazione più generica sulla stagione. L’organizzazione difensiva è indiscutibilmente migliorata. Il Milan è una squadra molto brava a riportarsi sotto la linea della palla quando la perde in fase offensiva. E’ una squadra capace di tenere le linee dei reparti vicine, ma non schiacciate, cosa che sarebbe un problema. Detto questo, la fase difensiva non può prescindere dalla mediana. Fofana, Rabiot e Modric, che è stato una sorpresa: magistrale nel recupero dei palloni, ma ultimamente un po’ scarico perché è stato praticamente sempre in campo. Ha comunque 40 anni. Poi è stato fuori anche Fofana, che può piacere o meno ma è un elemento prezioso negli equilibri difensivi. Dopo di che, c’è stato un calo nell’attenzione nei difensori“.
Gli ultimi gol presi: “Non ho visto lacune particolari di reparto. Ripeto, in generale questo è un Milan che tende a portarsi troppo gli avversari davanti alla propria porta, e questo succede per motivi complessivi di assetto, non per come si muove la difesa. C’è bisogno del Thiago Silva della situazione, nel senso di un giocatore d’esperienza e soprattutto di qualità. Un difensore sarebbe necessario“.
Bartesaghi e Gabbia usciti dal settore giovanile: “Ovviamente fa un grande piacere. Ritengo essenziale lavorare sul territorio e fare in modo che i talenti arrivino in prima squadra“.
Voler bene al Milan: “Maignan? Se un giocatore vuole restare al Milan, resta al Milan e trova il modo di farlo. Perché il Milan è il Milan. Non credo siano due milioni in più o in meno a cambiare la vita a un calciatore. Io al posto di Theo Hernandez avrei evitato di parlare, nei giocatori c’è questo malcostume di intervenire quando la ex squadra ha qualche momento di difficoltà. Se io voglio bene al Milan, gliene voglio sempre. Non ho nostalgia di Theo, nessun rimpianto“.


