La vittoria del Milan contro il Bruges di ieri sera, accresce, seppur lentamente, l’entusiasmo attorno alla squadra allenata da Fonseca. C’è sicuramente rammarico per non aver mantenuto la porta inviolata in superiorità numerica, ma la reazione e la voglia della squadra di portare a casa la prima vittoria stagionale in Champions League ha mandato dei segnali importanti. Tijjani Reijnders si è finalmente sbloccato in Champions, realizzando addirittura una doppietta, mentre del gol – poi annullato – a Camarda, resta solo l’emozione. Chi, concretamente, merita un approfondimento maggiore è Christian Pulisic.
La prima cosa che salta all’occhio, di “Captain America” sono i gol e gli assist: 7 reti e 3 passaggi vincenti per l’ex Chelsea, e siamo solo ad ottobre. Ma cosa è cambiato realmente rispetto alla scorsa stagione? Anche con Pioli il classe ‘98 ha spesso timbrato il cartellino, ma non con la stessa costanza con la quale ha iniziato quest’anno. Per spiegarlo, ci soffermeremo sulle parole di Fonseca, proprio nel post gara di Milan-Brugge: “Abbiamo migliorato tanto quando Pulisic è andato a giocare dentro, non più come esterno. Pulisic come esterno non ha la preponderanza che ha quando gioca dentro e quando abbiamo cambiato la squadra è stata un’altra”.
Quando il numero undici rossonero entra in mezzo al campo, allora la manovra rossonera accelera vertiginosamente. Ciò che colpisce è che Chris non sbaglia mai la scelta: poi per carità, potrà sbagliare la giocata tecnicamente, ma l’intelligenza calcistica di cui è dotato, lo rende un giocatore prezioso. Il Milan di Fonseca è ancora in fase di lavorazione, i calciatori devono ancora trovare una giusta collocazione, e ci sta, visto il “poco” tempo a disposizione del tecnico portoghese. Pulisic, nonostante abbia cambiato molte posizioni, da agosto ad oggi, è comunque riuscito ad incidere e nel gioco e nella finalizzazione. Tempo fa, definimmo Pulisic il jolly della squadra, e le partite successive non hanno fatto altro che confermare tutto questo: puo’ giocare indistintamente per tutta la trequarti, ma nelle ultime due gare, Fonseca lo sta utilizzando come mezz’ala, quando in campo c’è Chukwueze.
PULISIC E’ IL VERO 10 DEL MILAN?
E’ facile dirlo ora, in cui all’americano, per fortuna, gira tutto bene, ma quando il Milan lo ha prelevato dal Chelsea, immaginava proprio di trovare questo tipo di giocatore, abile a trovare una sua dimensione, importante, all’interno di un club glorioso come il diavolo. Ora Pulisic è un leader tecnico in campo, riesce ad esprimere al meglio le sue qualità, anche nei big match, cosa che lo scorso anno era mancata un po’. Tornando alla possibilità di vederlo come mezz’ala, Bologna-Milan è il tipo di partita in cui l’allenatore rossonero potrebbe riproporlo in quella zona di campo. L’assenza di Reijnders obbliga Fonseca a trovare un passatore come l’olandese, oppure, di inserire un calciatore di transizione come l’americano. Il jolly Pulisic, dovrà giocare da numero 10, o meglio ancora, da calciatore totale, per aiutare la squadra a portare a casa i tre punti in trasferta, che mancano da Fiorentina-Milan dello scorso 30 marzo, squadra allenata, ironia della sorte, da Vincenzo Italiano, attuale tecnico del Bologna.
Il Milan sta dimostrando di avere una squadra qualitativamente forte, con dei numeri importanti, e soprattutto un allenatore che, dopo le prime settimane di difficoltà sta mostrando personalità e carisma per sedere sulla panchina del diavolo. A Bologna verrà schierata la migliore formazione possibile, ma l’unico sicuro di un posto negli undici titolari è proprio l’americano. Pulisic è il vero calciatore inamovibile della squadra, calciatore che per attitudine, caratura tecnica e tattica ha stupito e stregato Paulo Fonseca.


