Capello chiarisce: “Rinnovo il rispetto per il lavoro e la professionalità degli arbitri italiani, c’è rammarico…”

Dopo le polemiche per le dichiarazioni a Marca, Fabio Capello corregge il tiro con una nota a riguardo delle sue dichiarazioni sugli arbitri italiani. Lo storico tecnico ha voluto chiarire la sua posizione: ecco la spiegazione.

La rettifica di Fabio Capello

“In relazione alle dichiarazioni riportate nell’intervista al quotidiano spagnolo Marca, Fabio Capello precisa che quando, in riferimento agli arbitri, ha usato il termine ‘mafia’, lo ha fatto solamente per chiarire che la classe arbitrale italiana opera come una organizzazione estremamente chiusa, che molto raramente accetta veri momenti di confronto e non appare disponibile a far entrare nelle ‘sale VAR’ sportivi o ex sportivi che non facciano parte della medesima classe arbitrale, come da lui suggerito più volte in dichiarazioni pubbliche, e ampiamente chiarito nel proseguo dell’intervista“.

“Fabio Capello coglie l’occasione per rinnovare il suo rispetto per il lavoro e la professionalità sempre dimostrata dagli arbitri italiani e della categoria in generale. Fabio Capello esprime anche il proprio rammarico per come una frase del tutto decontestualizzata sia stata strumentalizzata e utilizzata in maniera inappropriata“.

Le parole incriminate

L’uso del VAR e gli arbitri: “Lascia perdere, lascia perdere… Questo è un argomento che mi fa molto arrabbiare. Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono avere ex giocatori per il VAR, che conoscono i movimenti del calcio, il movimento che un giocatore fa per fermarsi, per aiutarsi. E molte volte prendono decisioni sbagliate, perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti. Un giocatore viene toccato in faccia, si butta a terra e loro fischiano. Ma perché fischi? Se io sono alto 1,90 m e l’altro 1,75 m, quando muovo il mio braccio è all’altezza del suo viso, perché fischi? Questa cosa mi fa impazzire”.

Fabio Capello - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Fabio Capello – MilanPress, robe dell’altro diavolo
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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