Nella burrasca rossonera che coinvolge dirigenti, allenatore e giocatori, e dove a farne le spese sono soprattutto i tifosi del Milan, emerge come una voce fuori dal coro quasi con naturalezza, classe e stile, la figura di Christian Pulisic. Lo statunitense dopo una stagione straordinaria, la scorsa, caratterizzata complessivamente da 15 gol e 11 assist, continua a rappresentare la gemma più luminosa dello scacchiere che prima era di Pioli e adesso di Fonseca.
Qualcuno prenda esempio da Christian Pulisic
Una gemma cristallina e pura, nel senso più assoluto. Dalle giocate sul rettangolo verde alla serietà e l’abnegazione. Dai gol e gli assist trovati con una certa continuità, all’altruismo, in generale. Un altruismo che proprio i suoi compagni, secondo gli ultimi episodi, non hanno saputo restituire. Christian Pulisic, oltre ad essere per distacco il miglior giocatore del Milan dall’inizio di questa stagione (ma potremmo estendere gli orizzonti includendo anche la scorsa annata) ha anche dimostrato di saper essere un calciatore serio, un vero leader silenzioso.
Straordinarie prestazioni, esempio di comportamento, attaccamento alla maglia e ai tifosi e – ultimo ma non per importanza – rispettoso per i compagni. Le vicende di Firenze, che aleggiano come un mostro che il Milan non riesce a sconfiggere definitivamente, sono l’ennesima dimostrazione di un ambiente tutt’altro che sereno.
Nonostante le scelte ottuse e non richieste da parte dei compagni, che hanno deciso arbitrariamente chi avrebbe dovuto calciare i due rigori, Pulisic aveva messo un’altra, l’ennesima pezza (o almeno ci aveva provato) sui problemi del Milan e su una partita da ribaltare, con un gol che solo i campioni possono mettere a referto. In silenzio, lavorando, senza troppe pretese, nonostante qualcuno gli stesse mancando di rispetto.
I compagni di squadra, soprattutto i leader che vestono la casacca rossonera da diverse stagioni, forse potrebbero e dovrebbero prendere esempio da chi – appunto- rappresenta un esempio in persona, un termine di paragone, un riferimento. È dalle risposte che riesce a dare (sul campo e nell’atteggiamento) al cospetto del terremoto rossonero, che alcune volte pensiamo che Pulisic sia uscito da un fumetto. Senza mantello e maschera e con tutta l’umiltà del mondo. L’eroe che il Milan oggi non merita, ma anche quello di cui ha bisogno.


