Prima Royal ora Musah: i più mal sopportati sono loro. Nell’astio dei tifosi c’è il fallimento della società

La stagione del Milan è passata da esser intermittente ad esser difficile, e ora ha preso una piega ancora più di netta di negatività e pesantezza. Le tre sconfitte di fila in campionato con Torino, Bologna e Lazio, combinate con l’uscita al playoff di Champions, hanno reso l’ambiente al limite della sostenibilità.

Nelle pieghe dell’annata poi ci sono le prestazioni e l’andamento dei singoli. I giocatori che si salvano stanno abbondantemente nelle dita di una mano, e buona parte della rosa ha comunque deluso, chi più chi meno.

Nei primi mesi il più beccato a San Siro, dal fuoco amico, è stato sicuramente Emerson Royal. Il terzino ex Tottenham non è mai entrato nelle grazie dei tifosi, e ancor prima di arrivare in rossonero è stato criticato, perché sullo sfondo c’era la scelta di portarlo a Milano da parte della società, non condivisa dalla fan base.

Dopo l’infortunio che ha messo fuori gioco Royal per circa 3 mesi, la medaglia del più fischiato al Meazza è passata a Musah. Yunus è un giocatore che sia con Fonseca, sia con Conceicao, ha avuto tanti minuti perché considerato un equilibratore, in una rosa che quantomeno fino a fine gennaio, non era ben costruita.

Inserito spesso nell’undici titolare, ha visto di settimana in settimana calare sempre più il suo rendimento. Da pedina decisiva al Bernabeu, a colpevole a Zagabria nell’ultima gara del girone di Champions, dove si è fatto cacciare per due gialli oltre l’ingenuità.

Nemmeno febbraio e marzo non sono stati mesi buoni per il mediano americano e dopo l’errore a porta vuota contro il Como, la situazione allo stadio è diventata complicata da sostenere. Un’evidenza così chiara che nell’intervista oltre oceano dal ritiro della sua nazionale, ha ammesso in tutta sincerità di sentir la pressione. Di aver la consapevolezza di dover dare di più, e che in allenamento gli riescono giocate che poi in partita non vengono perché non è tranquillo.

La certezza peggiore di questa stagione è che al Milan si è creato un clima tossico. Le colpe per buona parte dei percentile vanno addossate a proprietà e dirigenza, che non hanno saputo né prendere le scelte giuste, né difendere in ogni caso quelle intraprese. Il risultato è stato aver due allenatori non protetti e, conseguentemente, giocatori in campo sempre più sotto attacco di gara in gara.

Musah è un ragazzo che ha da poco compiuto i 22 anni. Non ha la caratura per supportare tutte le critiche e i fischi che gli stanno arrivando. Con ogni probabilità non è pronto per una maglia come quella del Milan. Ma ha avuto la forza e la franchezza di dirlo. Al netto dei limiti tecnici, c’è l’atleta, c’è l’uomo. Vedere giocatori così ‘nudi’ di fronte a tutto e tutti, è la grande sconfitta della società.

Juventus-Milan: Emerson Royal, Yunus Musah e Samuel Mbangula (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Juventus-Milan: Emerson Royal, Yunus Musah e Samuel Mbangula (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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