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Elliott completa il riassetto in Project RedBlack, la società cui fa capo il Milan

Il fondo Elliott ha completato il riassetto di Project Redblack, la società lussemburghese cui fa capo, attraverso Rossoneri Sport Investment Luxembourg, il 99,93% del Milan. Lo riferisce CalcioFinanza, che spiega nel dettaglio le manovre del fondo americano. L’assemblea straordinaria della società lussemburghese, riunitasi lo scorso 29 gennaio, ha innanzitutto preso atto che, con il trasferimento ad Elliott, tutte le azioni di classe C sono state trasformate in azioni di classe A (come previsto dallo statuto).

La nuova ripartizione del capitale di Project Redblack è dunque la seguente: King George (Elliott) 67%, Genio (Elliott) 28,73% per un totale di Elliott del 95,73%. Blue Skye, invece, detiene il restante 4,27%. L’assemblea ha inoltre provveduto a modificare lo statuto di Project Redblack per tenere conto della cancellazione delle azioni di classe C indicando in maniera chiara i diritti economici e di governance dei titoli di classe A (in portafoglio ad Elliott) e dei titoli di classe B (detenuti da Blue Skye).

Lo statuto prevede che, per quanto riguarda i diritti economici, le azioni di Classe A “seguiranno i risultati, le prestazioni e i rendimenti di tutti i diritti e gli interessi della società nelle attività sottostanti di Classe A” ovvero della quota di partecipazione nel Milan pari al 95,67%. Lo statuto di Project Redblack disciplina anche i diritti economici legati alle azioni di classe B detenute da Blue Skye Financial Partners. Le azioni di Classe B seguiranno i risultati, le prestazioni e i rendimenti di tutti i diritti e gli interessi della società nelle attività sottostanti di Classe B (il 4,25% detenuto da Blue Skye in trasparenza tramite Project Redblack).

Gli azionisti di Classe A (ovvero i due veicoli del fondo Elliott) detengono il controllo di Project Redblack e a cascata del Milan anche dal punto di vista della governance della società lussemburghese. Lo statuto di Project Redblack prevede infatti che il cda, il cui presidente viene designato dagli azionisti di Classe A, deliberi a maggioranza. Ma affinché ogni decisione sia assunta è necessario il voto favorevole di due amministratori designati dagli azionisti di Classe A. In altre parole, in cda non si delibera nulla senza il consenso di Elliott, fatta eccezione per le materie riservate da statuto, ovvero la creazione o la cessione o la decisione di continuare, qualsiasi impegno, addebito, garanzia o ipoteca su qualsiasi bene o proprietà della società; l’emissione da parte della società di titoli, obbligazioni, titoli di debito o altri strumenti o la fornitura o la modifica dei diritti relativi a tali titoli, obbligazioni, titoli di debito o altri strumenti; il sorgere di eventuali prestiti e/o il sorgere di altre passività; eventuali modifiche ai termini e alle condizioni del tracking preferred equity certificates (TPEC) di qualsiasi classe emessi dalla Società; qualsiasi transazione da effettuare da e tra la società e uno qualsiasi dei suoi azionisti, titolari di TPEC o qualsiasi altra controllata o affiliata di tale azionista o titolare di TPEC; l’ingresso da parte della società in qualsiasi contratto di consulenza, gestione contratto o altro contratto di servizi per un importo coinvolto per contratto oltre 20.000 EUR all’anno.

Lo statuto di Project Redblack prevede che «le deliberazioni delle assemblee generali degli azionisti sono validamente prese quando adottate con il voto favorevole degli azionisti che rappresentano più del sessanta per cento (60%) del capitale sociale della società (compreso il voto positivo degli Azionisti di Classe A)». Senza il voto favorevole di Elliott, che detiene più del 60% del capitale e tutte le azioni di classe A, l’assemblea di Project Redblack non può dunque assumere alcuna decisione. Anche per l’assemblea ci sono però delle materie riservate che prevedono il consenso unanime tra gli azionisti: eventuali modifiche al capitale sociale della società, il riacquisto o/e il rimborso di eventuali azioni; eventuali modifiche allo statuto; la nomina di qualsiasi persona quale sindaco o revisore qualificato (réviseurs d’entreprises) della società; la decisione di sciogliere la società e di metterla in liquidazione e la nomina del liquidatore della società.

Paul Singer – Milanpress, robe dell’altro diavolo

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