Walker al Milan? No, grazie. Ne escono due: le priorità sono mediano e centravanti

Nemmeno una settimana dopo la sbornia per l’inaspettata vittoria della Supercoppa Italiana – nessuno avrebbe scommesso sul fatto che i rossoneri avrebbero sollevato il trofeo di Riyadh – il Milan è ripiombato nei suoi incubi “made in Serie A“. Ieri sera, infatti, si è assistito al terzo pareggio casalingo consecutivo, dopo quelli contro Genoa e Roma, ed il modesto Cagliari terzultimo in classifica è riuscito a sottrarre ai rossoneri altri due punti dopo quelli dell’andata in Sardegna. Partiamo da un presupposto: quello visto ventiquattro ore fa a San Siro è stato un Milan tutt’altro che brutto. Nulla a che vedere con le non poche partite deludenti di quest’anno, quando il Diavolo non arrivava nemmeno a tirare in porta. Numeri alla mano, contro il Cagliari, il Milan di tiri ne ha fatti, e pure parecchi, prendendo due legni e trovandosi di fronte un Caprile in stato di grazia.

L’atteggiamento dei ragazzi di Conceiçao è stato senz’altro più accettabile rispetto ad altri match veramente deludenti come quelli contro deludenti contro Torino, Juventus, Genoa, Roma, ma anche contro Verona, Monza ed Udinese, che comunque il Milan aveva vinto. Ed è quindi in partite come quella di ieri – nelle quali non giochi male, ma non vinci – che si mettono ancora di più in evidenza i limiti di questa squadra. Perchè, al netto dello sbaglio evidente sul tiro di Zortea da parte di Maignan, che però nel primo tempo aveva compiuto un autentico miracolo, ieri non sono arrivati i tre punti per l’errore in impostazione prima e copertura poi di Fofana, e soprattutto la pessima vena realizzativa degli uomini offensivi di Conceiçao.

Mercato, quello che serve al Milan è chiaro

Il centrocampista francese, il migliore in assoluto tra i nuovi acquisti, è in debito di ossigeno: ha giocato da titolare tutte le partite del Milan tranne le prime due stagionali, contro Torino e Parma, quando era arrivato solo da pochi giorni. L’ex Monaco meriterebbe un po’ di riposo, ma in rosa non c’è un altro mediano che possa farlo rifiatare senza stravolgere l’impianto di gioco. E davanti? Lì di giocatori ce ne sono eccome, ma hanno le polveri decisamente bagnate: Jovic e Okafor erano dei corpi estranei con Fonseca e lo sono rimasti anche con Conceiçao; Abraham e Morata, in un girone intero di campionato, hanno realizzato sette gol in due. Insomma, pare evidente che le priorità del Milan in questo mercato siano il mediano ed il centravanti.

Altro dal mercato, al momento, non è possibile pretendere, in primis perchè bisogna liberare spazio nella lista dei 17 over tra quelli registrati in Serie A. E chi, ad oggi, può fare posto in questa lista sono, appunto, solo Jovic e Okafor: la loro uscita permetterebbe di inserire due nuovi giocatori che, a parere di chi scrive, devono essere nei ruoli summenzionati. Altri elementi di questa lista con le valigie in mano non ce ne sono, ed è soprattutto per questo motivo che un eventuale approdo di Kyle Walker, di cui si parla nelle ultime ore, è, a parere di chi scrive, l’ultima cosa da fare. Non fraintendetemi: l’inglese sarebbe ottimo per apportare mentalità, abnegazione al lavoro e personalità al gruppo rossonero, ma se per prendere il quinto terzino destro in rosa (senza voler contare Florenzi), per di più di 35 anni, devo rinunciare al vice-Fofana o a un centravanti che sappia buttarla dentro, non ci sto…

Twitter: @Juan__DAv

Manchester City: Kyle Walker
Manchester City: Kyle Walker
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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