La riabilitazione di Rino Gattuso

Quando ai tifosi del Milan viene chiesto di parlare di Gennaro Ivan Gattuso, è praticamente impossibile non farlo con il cuore in mano, viste e considerate tutte le emozioni che Ringhio ci ha trasmesso durante gli splendidi tredici anni in cui si è vestito di rossonero. Risulta difficile farlo anche per la persona che è Rino Gattuso: un uomo buono, vero e genuino, caratteristiche che tutti gli appassionati di calcio – non solo rossoneri – gli hanno sempre riconosciuto.

Ecco perchè, ogni supporter milanista che si rispetti ha provato una certa gioia nel vedere Rino sollevare mercoledì sera la Coppa Italia vinta col suo Napoli. Un traguardo meritato per quanto visto sul campo – i partenopei hanno eliminato dalla competizione le prime tre della Serie A, nell’ordine Lazio, Inter e Juventus – e soprattutto perchè, per sua stessa ammissione, il Dio del calcio gli ha restituito un po’ di quella gioia persa qualche giorno prima con la tragica e prematura dipartita dell’amata sorella Francesca.

Subito dopo il fischio finale dell’arbitro Doveri, però, sui social l’ambiente Milan si è scatenato: da un lato chi invocava scuse e pentimenti per le critiche subite da Gattuso durante i venti mesi da allenatore rossonero; dall’altro chi invece continua a ritenere assolutamente fallimentare quell’esperienza, e che una Coppa Italia vinta ai rigori dopo tre mesi di stop contro una Juventus a tratti imbarazzante non sia sufficiente a fare di lui un grande allenatore e a riabilitarlo per quanto successo al Milan. E’ chiaro ed evidente che molti di questi giudizi “da tastiera” sono in realtà dei pre…giudizi, che trasportano sulle vicende di campo quella che è la simpatia o l’antipatia verso il tecnico calabrese.

Chi scrive, non vi nega di aver criticato spesso e volentieri il Ringhio-allenatore. Resto dell’idea, infatti, che – al netto di una rosa assolutamente non irresistibile – la maggior parte delle responsabilità per il mancato accesso alla Champions League di quest’anno vadano attribuite proprio a Gattuso, che a partire da quel derby malamente perso contro un’Inter allo sbando, non è riuscito a tenere saldo l’ambiente rossonero, dando vita ad alcune prestazioni inguardabili (Samp, Parma e Torino in trasferta, Udinese a San Siro), finendo per passare dal terzo al quinto posto, a beneficio di un’Atalanta che era dietro di dieci punti. Mai e poi mai, però, mi sono lontanamente sognato – come purtroppo ha fatto anche qualche collega – di attaccare il Gattuso uomo, persona e milanista, che merita ogni bene ed ogni apprezzamento di questo mondo. Basta saper scindere le due cose, non è mica così difficile.

Che poi, a volerla dire tutta e con la facilità del senno di poi, se i suoi successori dovevano essere Marco Giampaolo e Stefano Pioli, forse era meglio tenersi Ringhio…

Twitter: @Juan__DAv

Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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