Donnarumma il cerchio è chiuso. Ora basta rancore e ognuno per la sua strada

La serata della riscossa e la notte di Gigio Donnarumma. Milan-Paris Saint Germain di martedì sera è stato anche questo, in un modo o nell’altro. Una delle migliori prestazioni di sempre del Milan di Stefano Pioli, probabilmente la migliore di questa stagione in assoluto, ha finalmente fatto stropicciare gli occhi ai tifosi rossoneri che, almeno nell’ultimo mese, avevano visto una squadra piatta, pericolosamente involuta e tanto tanto diversa e deludente rispetto a quella ammirata tra fine agosto e settembre (derby a parte). Il successo targato Leao e Giroud, ma anche Loftus-Cheek, Theo Hernandez, Calabria, Tomori e tutti gli altri, ha rinfrancato il popolo rossonero che ha vissuto una notte da sogno, una notte dal sapore antico, una notte da Champions League. Questa notte è stata resa ancor più epica e indimenticabile, soprattutto per chi era allo stadio a godersela, dalla contemporanea presenza dell’ex più odiato, il nemico pubblico numero uno di quasi tutti i tifosi rossoneri, il figliol prodigo ingrato che tornava per la prima volta da avversario nella San Siro rossonera. Parliamo ovviamente di Gianluigi Donnarumma e siamo certi che ognuno di voi conoscerà la sua storia, in rossonero e non, per filo e per segno, dettagli e sfumature incluse

Donnarumma e San Siro, c’era da aspettarselo

Il milanista che riempie San Siro, ma anche chi lo ha riempito solo per l’occasione, non aspettava altro da oltre due anni e lo aveva dimostrato un paio di volte anche quando Gigio era sceso in campo al Meazza con la maglia della Nazionale. La data era segnata ed evidenziata in rosso da fine agosto, dal giorno del sorteggio dei gironi e del conseguente calendario: 7 novembre 2023, Milan-Paris Saint Germain. Donnarumma torna a San Siro per la prima volta da avversario del Diavolo e lo fa nell’occasione più importante. Lo stadio è gremito in ogni ordine di posto. Spunta qualche striscione offensivo, poi i cori, gli insulti, i dollari falsi con la sua faccia, i fischi ogni volta che prende il pallone e, ancora, cori e insulti. Per 97′, al netto del riscaldamento iniziale pre-partita, la serata di Donnarumma è stata questa. Non facile ovviamente, non bella, ma c’era da aspettarselo e sicuramente se l’aspettava anche lui. Un professionista, se è tale, lo sa, infondo, e lo accetta anche. il tifoso del Milan non ha mai dimenticato e non vedeva l’ora di farlo. Forse non dimenticherà mai. Magari un giorno Donnarumma entrerà a San Siro e i fischi non ci saranno più, ma non adesso, non così presto. Sarebbe quasi retorica spicciola ed ipocrisia.

La risposta di Donnarumma, ora il discorso può considerarsi chiuso

Curva Sud Striscione Donnarumma
Lo striscione della Curva Sud – MilanPress, robe dell’altro diavolo

Il comportamento di Donnarumma durante l’intera partita però è impeccabile. Nessuna reazione, nessun cenno o sguardo di sfida verso i tifosi, nessun coinvolgimento (almeno così è sembrato). 97′ di insulti, offese, soldi falsi gettati addosso e fischi ad ogni pallone toccato. No, non è facile per nessuno, immaginiamoci per lui che ha dimostrato qualche volta di soffrire un po’ il susseguirsi degli eventi e la pressione. Lui fa il suo mestiere. Prende due gol su cui poteva fare ben poco, ma tiene a galla la sua squadra con tre parate eccezionali, tre parate delle sue. Il Milan vince una partita importantissima, regala una notte da brividi ai propri tifosi e l’ex odiato è costretto a vedere quelli che una volta erano anche i suoi compagni, esultare. Lui perde, fa una grande partita, subisce gli insulti, sta in silenzio. A fine gara, a partita vinta, la curva Sud gli dedica ancora un coro non del tutto benevolo, per usare un eufemismo. Donnarumma, ancora una volta, non fa una piega. Porge una stretta di mano agli avversari per complimentarsi della partita, saluta i suoi tifosi e se ne va. La questione Donnarumma, almeno secondo la mia modesta opinione, può chiudersi qui, senza rancori e senza altri capitoli o paragrafi di questo controverso libro. Stop. Finito. Chiuso. Dimenticato. Pratica archiviata a meno di dichiarazioni al veleno in futuro dello stesso portiere contro il Milan. Del resto non dobbiamo dimenticarlo: Mike Maignan è arrivato anche per merito di Gigio e, probabilmente per questo, non dovremmo mai smettere di ringraziarlo.

Lino Dimitri
Lino Dimitri
Giornalista 35enne, Carmelo Dimitri è iscritto all'ordine dei Pubblicisti dal 2012. Dal 2010 collabora, a vario titolo, e scrive per diverse testate online, nazionali e non. Si occupa di Milan dal Settembre del 2011 e segue il calcio da quando era piccolissimo. Le sue più grandi passioni sono il calcio, il Milan e la scrittura. Attualmente è editorialista di punta nella redazione di MilanPress.it.

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress

Amorim ha capito la mentalità da Milan, ora serve convincere tutti

Come finirà la prima stagione di Ruben Amorim sulla...

Milan, adesso inizia la vera stagione: sei in grado di reggerla?

Cinque giornate per conoscersi, sperimentare, sbagliare e correggere. Una...

Il primo Milan di Amorim dopo la sosta: cosa dobbiamo aspettarci davvero?

È stata lunga, forse troppo, la sosta Nazionali in...