L’ex rossonero Roberto Donadoni ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport per parlare di Milan-Bologna, ma anche di alcuni singoli. Di seguito le parole di Donadoni.
Donadoni se ha visto qualcosa di nuovo in Amorim
«Sinceramente no ma sia chiara una cosa: non necessariamente un allenatore deve avere qualcosa di nuovo da proporre. Certamente Amorim ha idee sue, anche con variazioni di modulo, che deve portare avanti e per le quali il tempo è inevitabilmente necessario».
Se i 18 punti in classifica sono sorprendenti visto l’inizio
«E’ quello che poi il club si attendeva… lo mi auguro che il Milan continui a progredire e che possa vivere il resto della stagione con meno alti e bassi. Dei risultati raccolti fino a qui, insomma, non ci si può certo lamentare, ma per ora la squadra di Amorim ha palesato un po’ di discontinuità, cosa sulla quale lavorare. Se troverà anche la linearità di risultati, allora la crescita diverrà più completa».
Su chi di Milan e Bologna prenderebbe per un’ipotetica squadra
«Orsolini da una parte, perché mi pare abbia raggiunto una notevole maturità, anche realizzativa. E Rabiot dall’altra. Quale assenza peserà di più? Direi quella del francese per Amorim: Rabiot ha ormai acquisito con evidenza uno spessore e una personalità uniche dentro a tutte le zone che va ad occupare».
Su Cisse e Ramos
«Cisse mi piace molto sì: fa tante cose e le fa bene. Quanto a Ramos ho letto e sentito che attorno a lui sono proliferate tante critiche: sì, vero, l’attaccante deve fare gol, ma a me lui non dispiace, non sarà preciso a volte ma è un partecipativo, nel senso che si tratta di un giocatore che lavora anche per gli altri. Quindi va apprezzato in attesa che si sblocchi definitivamente, perché le qualità le ha».
Se oggi è più importante per Amorim o Palladino
«Credo lo sia di più per il Milan, che poi avrà il derby: arrivarci con una vittoria è il contesto ideale per vivere vigilia e gara. Per il Bologna sarà importante vedere se può tornare a battere una grande dopo la sconfitta interna contro l’Inter: nella sua storia recente è evidentemente successo e vedremo se ricapiterà.
Diciamo che affrontare il Milan a San Siro è sempre scomodo ma oggi anche il Bologna che sta trovando una quadratura. Comunque vada, però, siamo solo fine ottobre…».
Su quando ha parlato col Milan per la panchina
«Parliamo del periodo pre-Cina: col Milan ci furono contatti, l’affetto c’era sicuramente, il desiderio di vivere un’altra avventura in rossonero pure, ma in quel momento avevo già preso quell’impegno (con lo Shenzhen, ndr) e credo che la serietà e la parola abbiano ancora un senso, un peso specifico forte. Se non aver mai allenato i rossoneri è un cruccio? No, no…».


