Nemmeno il tempo di ricominciare e il Milan ha già perso due posizioni in classifica. La vittoria di ieri sera del Verona e il pareggio del Parma a Torino hanno scalzato i rossoneri dal settimo posto, che ora condividono in coabitazione con gli emiliani l’ottavo. Inoltre la vittoria in Coppa Italia del Napoli obbliga il Milan ad arrivare al quinto posto – ora occupato dalla Roma a più nove – per accedere ai gironi di Europa League senza passare dai preliminari. Una stagione ripartita ancor più in salita di quella che si è fermata a marzo.
Inoltre il calendario del Milan, in dodici partite rimaste, recita ancora Roma, Lazio, Juventus, Napoli e Atalanta da affrontare. Una montagna da scalare, considerando che con le prime sei squadre del campionato il Milan ha ottenuto un solo punto, contro gli azzurri a San Siro. L’altro fattore che al momento penalizza i rossoneri è la differenza reti: meno sei. Frutto delle imbarcate difensive subite contro l’Atalanta e l’Inter e della difficoltà immane a segnare.
Prima erano Jesus Suso e Krzysztof Piatek a guidare l’attacco, ora con Zlatan Ibrahimovic e Ante Rebic le cose sono migliorate, ma nemmeno troppo. Inoltre lo svedese non sarà arruolabile domani e, nonostante provi a tornare per la prossima partita contro la Roma, tutto il peso sarà sul croato che contro la Juventus in Coppa Italia si è fatto fuori ancor prima di poterlo reggere. L’ex Eintracht, come riporta la Gazzetta dello Sport, ha segnato il 40% dei gol del Milan nel 2020, ma mai senza Ibra in campo.
Per svoltare e portare a casa una stagione al rush finale il Milan deve cambiare assolutamente marcia già da domani a Lecce. L’unico modo per salvare un campionato iniziato male, che rischia di finire anche peggio.

