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Tanto criticata e mal digerita, ma essenziale. La difesa a tre avvantaggia (quasi) tutti

Parlare di difesa a tre a Milanello, o in generale dalle parti di Casa Milan, non è mai stato molto proficuo. Il solo Zaccheroni l’ha proposta negli anni passati, ma poi dopo lo scudetto vinto nel 98/99, fu silurato un paio di anni dopo proprio per le sue idee fortemente in contrasto con quelle del Presidente Berlusconi. Poi, soltanto casi sporadici. Cesare Maldini e Mauro Tassotti nella loro breve esperienza, Massimiliano Allegri in qualche partita, Vincenzo Montella e Gennaro Gattuso per poche partite ed ora Stefano Pioli. Roma, Lecce, Inter (Supercoppa Italiana), Lazio e Sassuolo. 16 gol subiti in 5 partite e la sensazione che ad ogni occasione avversaria i rossoneri potevano soccombere. E così è stato. Poi, la decisione di cambiare, in parte snaturarsi e rivoluzionare un modulo ed una filosofia di pensiero con cui si è tornati in Champions dopo otto anni e si è vinto lo Scudetto. Dopo la sconfitta brutta, ma comunque con un solo gol subito contro l’Inter in Campionato, sono arrivati i due successi per 1-0 (con due clean sheet consecutivi, quindi) contro Torino e Tottenham. Monza e Atalanta diranno se i problemi in fase difensiva sono finalmente risolti, ma intanto il tecnico rossonero è riuscito a fermare l’emorragia di gol subiti e risultati, semplicemente cambiando pelle e mettendo in campo una squadra più accorta e più attenta.

Difesa a tre, ecco tutti i vantaggi

Milan: Simon Kjaer (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Simon Kjaer (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Dal 4231, quindi, si è passati al 343 o 3421, cambia poco, ma comunque si è passati alla difesa a tre. Negli ultimi cinque tempi (secondo tempo del derby e i due contro Torino e Tottenham) il Milan non ha mai preso gol e pochi sono stati anche i pericoli occorsi da Tatarusanu. La difesa a tre ed il nuovo modulo ha permesso al Milan di coprire meglio il campo ed era necessaria ed essenziale nel peggior momento dell’era Pioli. Se si guardano le attuali caratteristiche della rosa o dei cosiddetti titolari del Milan, poi, si capisce anche che, molti di loro, con la difesa a tre ne beneficiano parecchio, per caratteristiche proprie o per attuale condizione fisica e mentale. Partendo da Tatarusanu. Il portiere rumeno (e ogni tifoso milanista è autorizzato a toccare ferro) nelle ultime tre partite non ha più fatto errori grossolani e, anzi, si è esibito anche in parate importanti e decisive. Probabilmente una squadra più compatta e tre uomini, che diventano poi cinque, davanti a lui, gli offrono maggiore sicurezza e copertura. Sicuramente per una questione di età e di tenuta fisica, poi, anche a Simon Kjaer la difesa a tre sembra offrire maggiori garanzie. Il danese non ha più la forma e la prestanza fisica dei bei tempi e, quindi, avere due “cagnacci” alle spalle che lo proteggono si rivela fondamentale.

Da Kalulu a Theo, passando per Saelemaekers. Ecco chi beneficia della difesa a tre

Milan: Alexis Saelemaekers (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Alexis Saelemaekers (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Si passa poi proprio a Pierre Kalulu e alla più bella scoperta delle ultime partite, Malik Thiaw. Il primo nasce terzino e, quindi, proprio per caratteristiche, si trova molto più a suo agio come braccetto di destra che come uno dei due centrali. Il secondo, invece, ha sempre giocato in una difesa a tre e sta facendo suoi automatismi e meccanismi che già conosce. Manco a dirlo, poi, la difesa a tre è una manna dal cielo per Theo Hernandez. Questo è il ruolo in cui gioca nella Nazionale francese e questo è il ruolo che gli permette di avere meno compiti di copertura, più possibilità di offendere, ma soprattutto tutta una fascia libera per far sfogare il suo istinto selvaggio e a tratti animalesco. Stesso discorso che si può fare, anche se non li abbiamo ancora visti causa infortunio, per Alessandro Florenzi e Sergino Dest, sull’altra corsia. E discorso che coinvolge anche Alexis Saelemaekers. Il belga non è mai stata un’ala pura, ma si adattava a giocare come sterno offensivo. Così, invece, riesce a sfruttare meglio le sue qualità di corsa e di supporto anche in fase difensiva. A beneficiare della difesa a tre, inoltre, è anche la coppia di centrocampo. Sandro Tonali e Rade Krunic, così come Ismael Bennacer quando tornerà, hanno meno campo da coprire, un uomo in più che li copre le spalle e la possibilità di non dover sempre pensare ad entrambe le fasi. Gli unici a non aver ancora beneficiato del nuovo modulo, forse, sono gli attaccanti, o comunque i giocatori offensivi. La produzione in zona gol, in queste ultime partite, ne ha ovviamente risentito e la squadra produce ancora poco rispetto alle abitudini. Siamo sicuri, però, che è solo una questione di tempo.

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