L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ha intervistato Antonio Di Gennaro, campione d’Italia con il Verona nel 1985 ed oggi commentatore televisivo, che ha raccontato anche la sua esperienza in panchina con Fatih Terim prima alla Fiorentina e poi al Milan:
Queste le parole di Di Gennaro: “Ritorno a Firenze, studio a Coverciano, alleno due anni gli Allievi viola: avevo Niccolò Galli, sarebbe diventato un grande giocatore. Poi Moreno Roggi, che era stato il mio procuratore, va in Turchia per prendere la procura di Emre. E invece torna con Terim. Che aveva bisogno di un secondo. Cecchi Gori ci faceva la guerra, ma stampa e tifosi erano con noi. L’Imperatore faceva un calcio diverso, decollammo: per 4-5 mesi, un calcio meraviglioso, i giocatori si divertivano. Rui Costa, Di Livio, un Chiesa straordinario: non me ne voglia Federico, ma il padre era di un altro livello, mai visto nessuno calciare così con destro e sinistro”.
Di Gennaro prosegue: “L’apoteosi: Fiorentina-Milan 4-0. Lì i primi agganci con i rossoneri. Noi ci dimettemmo a fine febbraio. Però Terim non aveva ancora firmato con il Milan, firmammo a giugno. Restammo solo 5 mesi, esonerati il 5 novembre 2002, ma in quei cinque mesi capii perché il Milan poi avrebbe vinto tutto…“.


