Devastante o deludente, Rebic non conosce mezze misure

Ante Rebic è sicuramente uno dei giocatori che più hanno fatto parlare di sé in questa stagione complicata e travagliata del Milan. Nella sfida di venerdì sera contro la Juventus, che ha segnato il ritorno in campo dopo oltre tre mesi per la compagine rossonera, il croato è stato senza ombra di dubbio il peggiore in campo tra i rossoneri. Non fosse altro perché il campo lo ha visto pochissimo. Appena diciassette minuti: è questo il tempo totale in cui l’attaccante rossonero è rimasto in campo, prima di lasciare la squadra in dieci per il suo folle fallo sul bianconero Danilo. Un gesto senza conseguenze per l’incolumità del terzino brasiliano della Juve, ma che ha messo, qualora ce ne fosse ulteriormente bisogno, ancora più in salita il discorso qualificazione per il Diavolo. Un Milan decimato per via delle assenze di Castillejo, Theo Hernandez ed Ibrahimovic e che aveva passato un primo quarto d’ora da incubo, senza riuscire mai a sorpassare la propria metà campo per via delle pressione asfissiante messa in campo dai bianconeri, avrebbe avuto bisogno degli strappi e della pericolosità di Rebic che, però, ha pensato bene di alzare la gamba stile ‘karatè kid’, obbligando il direttore di gara a mandarlo anticipatamente sotto la doccia. Un’ingenuità che è costata al Milan forse le ultime residue speranze di conquistare la finale di Coppa Italia e al croato le feroci e giustificate critiche di tifosi e addetti ai lavori.

Gioie e dolori. Qual è il vero Rebic

Dopo i primi sette mesi stagionali e quest’appendice di rientro in campo, la domanda tra tutti i tifosi del Milan sorge spontanea: qual è il vero Ante Rebic? Svogliato, leggermente sovrappeso, quasi mai considerato, disattento, poco coinvolto nella manovra e spesso isolato rispetto al resto della squadra. L’ex Eintracht di Francoforte è stato questo da inizio settembre alle vacanze di Natale. Pochi spezzoni di partita, solo una volta partito da titolare nella sfida casalinga contro il Napoli, ma poi sostituito già a fine primo tempo e tantissima panchina. Un pesce fuor d’acqua che sembrava in procinto di cambiare squadra già a gennaio, nonostante l’accordo di prestito biennale con i tedeschi che coinvolgeva anche il portoghese André Silva a fare il percorso inverso. Da gennaio e con l’arrivo di Ibra cambia tutto. Dopo aver ricevuto i complimenti di Stefano Pioli che aveva chiaramente detto di averlo visto tirato a lucido al rientro dalle vacanze, entra ad inizio ripresa contro l’Udinese e ribalta la partita. Doppietta e tanti strappi sulla fascia che fanno brillare gli occhi ai tifosi rossoneri. Da lì in poi non si ferma più. Gol al Brescia, ancora partendo dalla panchina, poi si prende una maglia da titolare e non la lascia più, timbrando ancora il cartellino contro l’Inter nel derby, la Juventus in Coppa Italia e ancora contro il Torino e la Fiorentina in campionato. Due mesi di altissimo livello in cui Ante diventa una costante, una certezza ed è semplicemente devastante.

Rebic, cosa aspettarci da qui a fine stagione?

Anche se diciassette minuti sono troppo pochi per poter dare un giudizio, o semplicemente per fare una previsione su un calciatore, lo spezzone giocato contro la Juventus fa presagire il peggio. Non fosse altro per quel gravissimo errore di superficialità e disattenzione commesso con quel fallo su Danilo, Rebic sembra un calciatore umorale e incostante. Lasciare la squadra in dieci in quella maniera è stata un’ingenuità gravissima che al Milan non hanno gradito per nulla. In generale, infatti, il croato sembra un calciatore molto caratteriale che vive di strappi e di momenti e, se non concentrato o non al meglio, diventa un vero e proprio uomo in meno per la squadra. Anche nei suoi due mesi devastanti, infatti, spariva completamente dal campo durante gli stessi 90′, ma in generale si spegneva un po’ troppo presto e non riusciva più ad essere incisivo nei momenti caldi. Ora, la domanda su quale Rebic aspettarci da qui a fine luglio è lecita e comprensibilissima. Anche perché il prestito con l’Eintraicht vale per un’altra stagione ed il Rebic di inizio 2020 sarebbe un valore aggiunto non indifferente per un Milan che ha bisogno di punti fermi. D’altronde la qualificazione alla prossima Europa League passa anche e in gran parte dalla vena di Ante.

Lino Dimitri
Lino Dimitri
Giornalista 35enne, Carmelo Dimitri è iscritto all'ordine dei Pubblicisti dal 2012. Dal 2010 collabora, a vario titolo, e scrive per diverse testate online, nazionali e non. Si occupa di Milan dal Settembre del 2011 e segue il calcio da quando era piccolissimo. Le sue più grandi passioni sono il calcio, il Milan e la scrittura. Attualmente è editorialista di punta nella redazione di MilanPress.it.

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