Dov’è finito il Milan? A chiederselo sono i 59.826 spettatori di San Siro, che hanno assistito alla disfatta rossonera. Il termine “disfatta” non è un riferimento al risultato: i tifosi, purtroppo, si stanno abituando da parecchio tempo all’idea che la squadra perda i big match. Il riferimento, è invece all’atteggiamento passivo mostrato in campo, di tutti i tesserati rossoneri, che siano calciatori o altro.
In estate, dopo un secondo posto a quasi 20 punti dall’Inter, la società era chiamata ad una risposta importante: più che alle solite parole legate ad “ambizione” e “fame di vittorie“, i tifosi si aspettavano qualcosa di più concreto. Ad oggi, 18 settembre, è già possibile tirare le somme, senza aver paura di essere smentiti. Il Milan di Fonseca non funziona, il mercato non ha portato a dei miglioramenti, e la squadra è spaccata in due. Ma come si è arrivati a tutto questo?
Dal primo momento in cui la scelta della società è stata di affidare la panchina a Fonseca, intorno al Milan si è iniziato a respirare aria pesante. L’allenatore portoghese non ha mostrato carisma, temperamento, personalità. In realtà ha provato a mettere in gioco quest’ultima, continuando a schierare un 4-2-3-1 pur non avendo i calciatori adatti per farlo, come sua ammissione nel post partita di ieri sera. Vuole continuare per la sua strada, ma sta perdendo la fiducia di tutti. Ricorda, per atteggiamento, il Milan di Giampaolo, ed ora, inizia a mostrare anche di soffrire la pressione. Ieri sera non si è mai visto un gesto di grinta verso i suoi calciatori, non ha mai mostrato voglia di rivalsa ai propri giocatori. È chiaro: Milan-Venezia è come se non fosse mai esistita, e tutti sono consapevoli che non basta vincere contro i lagunari per uscire dalla crisi.
A quattro giorni dal derby, il Milan scricchiola, ovunque. Sono in discussione tutti: Ibra ieri è stato protagonista di una uscita infelice, in cui si è professato come il “boss della squadra”. Ecco, da capo della squadra, in cui “tutti lavorano per me” dovrebbe dare delle risposte. Errare è umano, ancor di più se si è alla guida di una squadra da poco tempo. Ammettere l’errore nella scelta dell’allenatore e ripartire è ancora possibile, essendo all’inizio della stagione. Più passerà il tempo e più sarà difficile recuperare il ritardo dalle altre contendenti.
Nelle ultime ore, si parla di un Milan sfilacciato, spaccato, diviso. In pochi seguono il tecnico, quasi nessuno ripone fiducia nel suo lavoro. Da Casa Milan si vocifera un cambio sulla guida tecnica: diversi sono i nomi in ballo, da Allegri e Sarri passando per Terzic e Conceicao. La squadra è in difficoltà, ma anche Ibra lo è, le responsabilità dei prossimi passi saranno sue.


