De Ketelaere e Chukwueze, destini diversi. Forse, semplicemente, entrambi non sono fatti per il Milan

Charles De Ketelaere e Samuel Chukwueze hanno in comune diverse cose, dall’arrivo al Milan a un prezzo del cartellino forse troppo elevato rispetto a quanto aveva dimostrato prima di vestire la casacca rossonera, alle prestazioni offerte che mai hanno convinto davvero. Ma insieme a questo collegamento tra i due, viene fuori anche una differenza, legata soprattutto alle tempistiche di gestione adottate dal Milan nel non aspettare De Ketelaere e, viceversa, attendere la possibile esplosione di Chukwueze.

Alla base di questo discorso c’è però un tema più profondo, legato a questioni tattiche e mentali. Con De Ketelaere di fatto non è mai scoccata la scintilla: prestazioni sottotono di un ragazzo che emotivamente ha sentito fin dentro le ossa la pressione dei 75.000 di San Siro, senza dimenticare il costo di un cartellino che senz’altro ha pesato anche sulle aspettative nei suoi confronti.

Ma a differenza di Sandro Tonali, per esempio, che anche nelle difficoltà del primo anno in rossonero dimostrava di appartenere emotivamente alla squadra e al progetto, con il ragazzo belga questa percezione non c’è mai stata. Di fatto, Charles al Milan nonostante le difficoltà non ha mai provato a tirar fuori il carattere come accaduto con la Dea. Un fallimento tattico ed emotivo, diverso per certi versi anche da Chukwueze: per lui si tratta di situazioni tattiche e forse tecniche. Sicuramente non emotive, visto che il nigeriano dimostra di essere vivo e parte integrante del gruppo prima di Pioli e oggi di Fonseca.

Si arriva allora a un dunque. De Ketelaere è esploso (come tutti i calciatori che continuano a passare da Bergamo, ritrovando nuova linfa vitale), mentre Chukwueze continua a far fatica nelle prestazioni (altalenanti) e nei numeri. Si poteva attendere Charles così com’è stato per Chukwu? Possibile, ma forse – semplicemente – entrambi, per motivi diversi, non sono fatti per questo Milan.

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