La Curva del Como ha preso posizione contro la decisione di disputare la sfida di Serie A tra Milan e Como in Australia, a Perth, prevista per febbraio. In un lungo comunicato diffuso nelle ultime ore tramite il proprio profilo Instagram, il tifo organizzato lariano ha espresso tutta la propria contrarietà a quella che viene considerata una scelta irrispettosa verso i propri tifosi, criticando duramente l’idea di portare una gara ufficiale fuori dai confini italiani.
Il duro comunicato
“Abbiamo letto in silenzio, con rispetto, le parole della societa’. Davanti a certi messaggi però
questo silenzio non puo’ continuare. Adesso parliamo noi!
Carissimo Presidente e Società,
ora conosciamo la vostra posizione riguardo alla partita Milan-Como che si giocherà a Perth.
Parole eleganti, grandi discorsi sul “bene comune”, sulla “crescita” e sul “sacrificio necessario”.
Bene, allora parliamone. Prima di tutto, grazie. Grazie per l’ambizione, per il lavoro che state facendo per dare visibilità al Como, per la voglia
di far crescere il nome della nostra città.
Siamo i primi a essere orgogliosi quando la nostra maglia arriva lontano.
Ma c’è un piccolo dettaglio che pare vi sia sfuggito: il Como senza la sua gente non è il Como. Parlate di sacrificio come se fosse un concetto astratto, una parola da mettere in un comunicato.
Per noi, invece, il sacrificio è vita quotidiana.
È chi lavora tutta la settimana e la domenica si fa centinaia di chilometri per esserci.
È chi si paga tutto di tasca propria, senza chiedere niente a nessuno. È chi c’era in Serie D, nei campi che nemmeno il navigatore trovava, e ci sarà sempre,
ovunque giochi questa maglia.
Allora no, non venite a spiegarci cosa vuol dire “sacrificio per il bene comune”. Perché il bene del Como lo teniamo in piedi noi, ogni volta che entriamo in curva, che alziamo
una sciarpa, che cantiamo anche quando perdiamo. E non ci sembra molto rispettoso sentirci dire che dovremmo “sacrificarci ancora” per una
partita a 14.000 chilometri da casa. Forse qualcuno si è dimenticato che il calcio nasce dalla gente, non dalle strategie di
marketing.
Che senza tifosi, senza passione vera, non c’è crescita, non c’è futuro, non c’è nemmeno una “lega” da salvare. La nostra fede non viaggia in business class. Resta qui, sugli spalti, tra la pioggia e il freddo, tra cori e bandiere. Resta a Como, dove batte davero il cuore di questa squadra. Con rispetto, ma con fermezza, lo diciamo chiaro:
non accettiamo lezioni di sacrificio da chi non ha mai vissuto il nostro. Dimostrate un po’ di orgoglio, rispetto e dignita’, non accettate questo “invito”. Una passione non puo’ essere comprata, non ha prezzo vedere la tua curva cantare e spingere la squadra verso la vittoria. Esortiamo chiunque a non essere complici di questa pagliacciata. Non siate dei burattini“.
Di seguito, inoltre, un estratto della fantine che verrà consegnata al Sinigaglia questa domenica, in occasione di Como-Juventus: “Questo non è calcio, è business“.
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