A differenza dei colleghi di riparto, questa stagione Youssuf Fofana ha vissuto momenti positivi ma anche qualche battuta d’arresto. Diventato virale, ad esempio, lo ‘scivolone’ a fine azione contro la Lazio, così come il mancato tap-in in Milan-Genoa. Alcuni episodi che hanno pesato nella testa del francese e, di conseguenza, Max Allegri ha preferito optare per la panchina, lasciando sbollire gli animi (dei tifosi soprattutto) per poi rilanciarlo a singhiozzo nelle partite successive.
Cura Fofana, l’ottimo test di Cremona
A Cremona c’è stato il test più convincente. Il centrocampista rossonero ha mostrato sicurezza in entrambe le fasi, imponendosi fisicamente in mediana e servendo ottimi palloni sulla trequarti. Che non sono passati al tabellino solamente per gli errori sotto porta di Leao prima e Pulisic poi. In generale, l’ex Monaco pare aver riacquisito fiducia ed è pronto a riprendersi il posto in mezzo al campo, in vista di un derby che si preannuncia scoppiettante.
Cura Fofana, è davvero ciò che vorrebbe Max?
Se da una parte la gestione di Fofana sembra esser stata azzeccata, dall’altra è giusto compiere una riflessione. Il tecnico ha sempre affermato che il francese, unito a Loftus Cheek, dovrebbe fruttare una quindicina di reti al termine della stagione. Ma siamo sicuri che sia un obiettivo centrabile? Questi due anni in rossonero ci stanno dicendo che Youssuf non ha nelle corde “l’instinct killer” in area di rigore, così come il tiro dalla distanza. Le sue qualità, semmai, sono i muscoli in mediana e le imbucate ragionate. Ossia ciò che abbiamo visto a Cremona. Dunque sarebbe meglio pensare Fofana più come un mediano incontrista e un passatore che non un incursore e goleador. Non uno ‘alla Rabiot’ tanto per intendersi. In quest’ottica, allora, uno come Fofana fa sicuramente comodo.


