Il Milan vince 2-1 in rimonta a Como nel recupero della diciannovesima giornata di Serie A: succede tutto nel secondo tempo: al vantaggio biancoblù di Diao rispondono Theo Hernandez e Leao.
Como-Milan, primo tempo
Conceiçao cambia due uomini rispetto alla sfida contro il Cagliari: in difesa torna dalla squalifica Emerson Royal, che prende il posto di Calabria, mentre in mediana Bennacer viene preferito a Musah. Regolarmente in campo, nonostante la diffida e la Juventus all’orizzonte, Fofana e Morata. Fabregas risponde con un 3-4-2-1 con Diao e Strefezza alle spalle dell’ex Patrick Cutrone. Como e Milan sono due squadre abituate a giocare a viso aperto e la partita lo dimostra sin da subito: nei primi dieci minuti arrivano due occasioni per parte. Nel Como ci provano Strefezza e Kempf, mentre nel Milan Fofana calcia debole da buona posizione, mentre Theo Hernandez sfonda a sinistra e va al cross basso verso il centro sul quale non arriva nessun compagno pronto alla deviazione vincente.
Dopo un tiro ancora di Strefezza, facile preda di Maignan, al ventesimo arriva una clamorosa occasione per il Milan: tacco illuminante di Leao per Reijnders, che davanti a Butez si fa respingere il tiro dal portiere del Como. Un minuto prima, giallo pesante in casa Milan perchè Morata viene, forse troppo fiscalmente, ammonito da Manganiello: salterà la gara da grande ex allo Stadium. A dieci dall’intervallo, palla sanguinosa persa dal Milan in impostazione, Da Cunha allarga per Strefezza che tira fuori dal destro una cosa a metà tra un tiro e un cross e la palla si spegne sul fondo in un’azione potenzialmente molto pericolosa per il Diavolo. Al minuto 45, fallo netto non ravvisato da Manganiello su Pulisic, che si fa male nell’occasione e chiede il cambio. Mancando un solo minuto di recupero, Conceiçao decide di non sprecare uno slot e ponderare bene il cambio durante l’intervallo: squadre al riposo sullo 0-0.
Como-Milan, secondo tempo
La scelta di Conceiçao per sostituire Pulisic ricade su Jimenez. Insieme allo spagnolo, però, entrano anche Musah e Morata, al posto di Bennacer e Abraham. Nel Como, invece, dentro l’acquisto più oneroso della storia dei lariani: Caqueret, appena arrivato dal Lione, rileva Strefezza. La prima occasione della ripresa è per il Milan: Thiaw lancia la ripartenza di Leao, che arriva fino al limite dell’area, la chiusura di Engelhardt fa arrivare la palla a Jimenez, che con un rimpallo si ritrova davanti a Butez, calciando addosso al portiere francese, poi Reijnders tenta la rovesciata spedendo alto. All’ora di gioco, Reijnders libera Jimenez, che scatta sul filo del fuorigioco, porta palla fin dentro l’area di rigore, ma perde il tempo per tirare e viene chiuso. Sull’azione seguente, il Como passa in vantaggio: Caqueret allarga per Diao, che punta Theo Hernandez, rientra sul sinistro e batte sul primo palo Maignan. Al minuto 66, Conceiçao inserisce Gabbia per Thiaw, che esce toccandosi il flessore. Passano cinque minuti ed il Milan pareggia, in modo anche rocambolesco: angolo di Reijnders, Gabbia fa da sponda, Dossena non riesce ad allontanare e la palla finisce sui piedi di Theo Hernandez, dal cui sinistro esce una strana traiettoria che scavalca Butez.
Conceiçao ci crede e immediatamente inserisce Camarda al posto di Fofana, preservato anche in vista della Juventus, vista la diffida che pende sull’ex Monaco. L’inerzia della partita pare essere cambiata, perchè il Diavolo opera il sorpasso: imbucata di Abraham per Rafa Leao, che scatta coi tempi giusti, arriva davanti a Butez e lo supera con un morbido scavino. Il Como prova a reagire all’uno-due subito: su un calcio piazzato, sponda di Kempf per la girata in acrobazia di Dossena, che termina a lato. Al minuto 86, Maignan si riscatta per il non perfetto posizionamento sul gol di Diao: su un cross basso di Kempf, Cutrone anticipa Gabbia, ma la sua zampata è respinta di piede sul primo palo dal portiere rossonero. Nel primo dei due minuti di recupero, grande chance per il Como: Fadera salta Jimenez e crossa in mezzo, dove Belotti e Gabrielloni non arrivano alla zampata. E l’ultima emozione di una partita soffertissima, ma la vittoria del Milan ha un enorme peso specifico perchè porta i rossoneri a cinque punti dal quarto posto con una partita in meno.


