Cesc Fabregas ha rilasciato un’intervista ai microfoni del Corriere dello Sport nella quale ha parlato del suo Como, della filosofia del club e della prossima stagione. Tra i temi toccati dal tecnico spagnolo anche i rumors di mercato del recente passato: «L’anno scorso mi cercarono Inter, Milan, Napoli e Roma? Quando prendo una decisione non la cambio, non sono mai stato lontano da Como. Ero stato molto chiaro con il mio presidente, per una questione di rispetto ascolto gli altri perché mi consente di spiegare le mie ragioni a chi mi dà valore e a chi mi cerca».
Fabregas e il paragone Nico Paz-Kaka: «Uno più fisico, l’altro più esplosivo»
«Nico ha tutto. Fisico, qualità. Quando gli parlo cerco di capire quanta voglia ha di crescere, di arrivare al top. E lo faccio ogni giorno, ogni giorno, ogni giorno. Se mi rivolgo a lui e si gira dall’altra parte capisco che è il momento di lasciarlo andare. Nico è un giocatore con un coraggio straordinario, con una visione, un’ambizione assoluta. Ha ventun anni, ha iniziato praticamente due anni fa, ma sembra che giochi da dieci. Ha una bella famiglia, è educato, possiede la giusta mentalità e questo mi fa stare tranquillo. Come per tutti i giovani, lo devi spingere, saper portare e gestire. Per formare non solo il giocatore, ma anche la persona. Per creare un giocatore da Juventus, da Inter, da Real Madrid».
Fabregas e il paragone: «Kakà era un po’ più esplosivo. Aveva quella conduzione che – come Iniesta – non era limitabile. Quando partiva non lo prendevi più. Nico è un po’ più fisico, più posizionale, più statico, però sa usare il corpo in una maniera diversa dagli altri. Ha in testa la porta, un grande ultimo passaggio, ha iniziato a capire il gioco molto meglio, le posizioni, è un talento».
E su Liberali…
«Bello. Insomma, sono contento. Sono un difensore del calcio italiano perché ne sono parte e, anche se non sembra, ci credo tantissimo. A Como stiamo provando a diventare una grande scuola di calcio».


