Como, Fabregas: “Mi attaccano per come gioco? Non mi frega. Milan incredibile, ma meritavamo noi”

A pochi giorni dalla polemica nata al termine di Como-Milan 1-3, Cesc Fabregas riprende il discorso durante la conferenza stampa pre-partita precedente a Lazio-Como.

“Siamo in un momento di gioco molto buono. Non siamo contenti, anche se sono orgoglioso di come abbiamo giocato contro il Milan sette volte campione d’Europa. Abbiamo fatto un partitone. Ci sono momenti ed episodi dove possiamo fare meglio. Il minimo dettaglio si paga in maniera forte. Non succede sempre che quando tirano in porta ti fanno sempre tre gol. Ma io quando chiudo gli occhi, voglio vedere la mia squadra giocare così. Normale, non siamo perfetti, non possiamo fare tutto benissimo. Ma la volontà dei giocatori, come Luka Modric, il migliore della storia del calcio ha toccato 14 palloni, normalmente è da 100. Noi difensivamente abbiamo fatto una partita incredibile. Poi c’è Maignan, non dimentichiamolo. Rabiot fortissimo, lo conosciamo tutti, ha fatto una partitona. Ci sta, è il Milan, può succedere. Ora rialziamo la testa dei giocatori, che ce l’avevano molto bassa dopo la partita. L’importante è rialzarsi velocemente, abbiamo un’altra partita importantissima“.

“Mi sembra strano che nel 2026 si debba parlare di queste cose. Il calcio è di tutti, si vince in tanti modi. Io l’ho fatto con Conte, con Wenger… e ho sempre vinto. Complimenti al Milan perché ha vinto, ma non vuol dire che sia migliore o peggiore. Serve rispetto per tutti“.

“Mi attaccano. Tante volte gente che dice ‘il calcio di Guardiola o dell’altro?’. Perché? Ti può piacere più una cosa o l’altra, ma serve rispetto. Si deve accettare. Non è Allegri contro di me, ma il Como contro il Milan. Loro sono incredibili, hanno vinto e tra 3-4 settimane magari giocheranno diversamente a San Siro. Ogni partita è diversa, in tv ho detto che se avessimo giocato di nuovo la partita 8,5 volte su 10 l’avremmo vinta. Poi se vai a Milano e giochi contro il Milan a San Siro potrebbero fare una gara diversa. Ma la mia squadra ha fatto una grandissima partita. Non si è vinto? Bravi loro. Ma non sarò triste o scontento per la mia squadra“.

“Se alla gente non piace il mio calcio non me ne frega niente. A me dal primo giorno hanno chiesto questo, un gioco bello come il lago di Como. Non mi hanno detto di vincere e basta. Ma creare uno stile di gioco, un’identità, un tipo di giocatore specifico che venga al Como. Il mio lavoro è diverso. Se mi dovessero dire di vincere e basta, lavorerei e mi adatterei in maniera diversa. Sono stanco di questo. Noi proviamo le nostre cose, lavoriamo qua, abbiamo la nostra maniera di giocare. Per me è un dibattito assurdo, è mettere il dito in un posto dove non c’è il buco“.

“Sono arrabbiato per il risultato, c’è il rammarico che si potesse fare meglio. Sono due palle perse, poi è la mia esigenza. Il rigore… questo è il calcio. Dobbiamo essere bravi a continuare, ad alzare la testa. Loro sono la mia vitamina, la mia forza. Vedere come si difendono, la loro personalità. Poi si parla dei soldi spesi, ma guarda l’altro giorno che squadra avevamo. La difesa. Merito a questi ragazzi, tanti nuovi, diversi adattamenti. Io perdere così? L’ho detto, come vogliamo perdere? Così. I tifosi sono la mia forza. I giocatori meritano rispetto per quanto fatto. Si vede quanto è difficile vincere in Italia, guardate il Napoli contro il Parma. Il Pisa meritava di vincere. È difficile“.

Como-Milan: l'esultanza di Marc Oliver Kempf, Nico Paz e Jacobo Ramon (Photo Credit: Tiziano Ballabio / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Como-Milan: l’esultanza di Marc Oliver Kempf, Nico Paz e Jacobo Ramon (Photo Credit: Tiziano Ballabio / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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