Chiesa sì, Chiesa no. Il dilemma del Milan e dei tifosi rossoneri in queste ore riguarda il possibile approdo di Federico Chiesa, esterno offensivo della Juventus e della nazionale azzurra, scaricato da Thiago Motta e dal club bianconero. In queste ore ciò che poteva apparire come una semplice suggestione è diventato qualcosa di concreto: il figlio d’arte si è proposto anche al Milan per provare a capire la fattibilità della medesima operazione che avrebbe del clamoroso se pensiamo all’importanza di Chiesa per la Juventus nella storia recente.
In via Aldo Rossi, nonostante lo scetticismo in merito alla possibile chiusura dell’affare, ci sarebbe in realtà l’opportunità, soltanto qualora venisse ceduto Alexis Saelemaekers (più vicino alla permanenza che alla cessione), visto lo spostamento di Pulisic a trequartista. Ibrahimovic e Moncada, in ottica Chiesa, sarebbero frenati soprattutto per il timore di incrinare gli equilibri dello spogliatoio con uno stipendio che andrebbe ad avvicinarsi inevitabilmente a quello di Leao.
Le cifre non sono assolutamente proibitive, anzi, ricordiamo che la Juventus chiede 15-20 milioni per il cartellino dell’esterno anche in virtù della scadenza nel 2025. Il colpo Federico Chiesa rappresenterebbe un assoluto upgrade per il reparto offensivo, non solo dal punto di vista qualitativo ma anche in chiave mediatica. Ma ci sarebbe lo spazio necessario? Con Chukwueze sul pezzo e da valorizzare e lo spostamento di Christian Pulisic nel possibile ruolo di trequartista, l’esterno azzurro rischierebbe di far fatica tra minutaggio e concorrenza.
L’affare Chiesa, allora, rappresenta quel classifico colpo importante ma – ad oggi – non necessario. Almeno non adesso: quell’occasione che forse avrebbe fatto comodo un po’ di anni fa, ma che oggi rischierebbe di creare confusione e squilibrio, tanto in campo quanto nel discorso ingaggi, troppo elevati.

