In casa Milan la parola d’ordine è una sola: qualificazione alla Champions League. Il prima possibile. I discorsi sullo scudetto, già raffreddati nelle settimane precedenti, sono stati definitivamente accantonati dopo la sconfitta contro il Parma. L’obiettivo ora è chiaro e concreto: chiudere tra le prime quattro. Come ha sottolineato Massimiliano Allegri, partecipare alla massima competizione europea per club è “vitale” per le società italiane. Il Milan non fa eccezione.
I ricavi Uefa e la pianificazione del mercato
Come evidenzia l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, la qualificazione garantirebbe almeno una sessantina di milioni di euro di premi Uefa, cifra destinata a crescere in caso di percorso oltre gli ottavi di finale. Risorse fondamentali per programmare la stagione 2026-27.
L’eventuale ritorno stabile in Champions inciderebbe direttamente sulle strategie di mercato. La rosa dovrà essere rafforzata e numericamente allungata per reggere il doppio impegno, tra campionato e coppe, e per gestire la stanchezza fisica e mentale legata alle trasferte europee.
Prima, però, c’è da completare il lavoro sul campo. Mancano dodici giornate e il margine d’errore è ridotto. Allegri insiste sulla necessità di concentrarsi esclusivamente sulla prossima sfida contro la Cremonese, evitando distrazioni, derby compreso. La dirigenza condivide la linea: nessun pensiero che non sia legato al presente.
Rinnovi: Maignan priorità, poi gli altri
Sul fronte contrattuale il primo tassello è stato sistemato: il rinnovo di Mike Maignan, in scadenza il 30 giugno, rappresentava la priorità assoluta. A tempo debito verranno approfonditi i dialoghi con Fikayo Tomori, Ruben Loftus-Cheek, Rafael Leão, Davide Bartesaghi e Christian Pulisic.
I primi colloqui con gli agenti hanno restituito segnali incoraggianti: la volontà dei giocatori, almeno in questa fase, è quella di restare a Milanello. Un punto di partenza importante. L’amministratore delegato Giorgio Furlani e il direttore sportivo Igli Tare ritengono che non sarà un problema rimandare eventuali firme alla primavera inoltrata.
Milan, monte ingaggi e nuovi equilibri
La Champions renderebbe più flessibile anche il tetto salariale. Attualmente il riferimento è rappresentato dai 7 milioni di euro, bonus compresi, percepiti da Leao e Maignan.
Allegri, legato al club fino al 2028 con opzione per un’ulteriore stagione, ha già previsto un adeguamento in caso di qualificazione europea. Anche Adrien Rabiot ha concordato un incremento rispetto agli attuali 3,5 milioni, cifra inferiore a quanto percepiva alla Juventus e all’Olympique de Marseille.
L’idea della dirigenza è chiara: far crescere il monte ingaggi di pari passo con i ricavi, sostenuti dalla partecipazione alla Champions League. Un investimento strutturale, non episodico. Prima, però, servono i punti. E il Milan sa che il futuro passa inevitabilmente dal presente.


