Alla vigilia abbiamo avuto tutti una certa tensione. Eppure non è andata così male: la squadra ha subito solo due tiri nello specchio (al 90′ si può anche evitare, per il bene delle nostre coronarie…) contro una big di Premier League. E in casa loro, poi. Certo, il Tottenham ha fatto una prestazione troppo scialba per sperare di ribaltare il risultato dell’andata. Ma i meriti del Milan quali sono stati?
Pioli l’ha preparata benissimo, e qui non si può discutere. Nella conferenza stampa di martedì si è letto uno spoiler importante per avere una chiave di lettura della gara: “Dovremo adattarci alle soluzioni che ci permetteranno le posizioni degli avversari“. Adattamento. Una parola utilizzata tantissimo dai guru della tattica e che forse poche squadre riescono a fare.
Il Milan si è saputo adattare. Ha alzato e abbassato il baricentro a seconda delle situazioni. Doveva contenere, ha contenuto. Ha saputo sfruttare quei clamorosi spazi lasciati dagli inglesi, che avevano bisogno di trovare il gol e hanno rischiato pure di prenderlo. Forse il rammarico più grande è aver lasciato per strada qualche azione di troppo, tra lo schema per Messias e quel palo di Origi, ma i rossoneri sono stati svegli nel gioco e nel puntare agli errori altrui. In Champions si possono vincere partite sporche. La qualificazione è arrivata senza aver giocato come il Milan sa fare, ma dopo la partita di Firenze non era nemmeno ipotizzabile il successo, figuriamoci spadroneggiare sul terreno del Tottenham.
Ora si va avanti. Il sorteggio del prossimo 17 marzo è più atteso del Natale per molti tifosi, che dopo 11 anni sanno di essere in una situazione fuori dall’ordinario. Ecco, forse sognare è eccessivo e l’euforia va contenuta. Ma il Milan sa di poter essere al pari delle big d’Europa quando gioca con il cervello: il cambiamento tattico è servito anche fuori dai confini del campionato italiano. Pioli masterclass, una delle tante.


