In queste settimane c’è più rumore tra i corridoi di Casa Milan che tra gli spalti di San Siro. La deludente annata rossonera è ormai quasi giunta al termine e i tifosi non vedono l’ora che venga tagliato il traguardo di quella che è stata una delle più altalenanti stagioni degli ultimi anni. I bassi (tanti) e gli alti (pochi) del Milan hanno fatto fare un passo indietro al club che era tornato finalmente a lottare per qualcosa di importante come non faceva da un po’.
La Champions League era ormai tornata di casa a San Siro dopo la brutta parentesi durata 7 anni ma una clamorosa battuta d’arresto, che ha avuto e sta avendo una preoccupante continuità, ha compromesso tutto e ha – di fatto – fatto tornare il Milan al punto di partenza, al via. Adesso bisognerà ricostruire dalle basi e farlo non è mai facile.
Un nuovo modello, perché quello americano non pare funzionare, sì, ma quale? Sicuramente andrà messa in cattedra gente di esperienza e non gente improvvisata. Non vogliamo fare nomi e di certo non ci mettiamo a giudicare l’operato di nessuno, forse lo abbiamo fatto come tutti gli altri, ma non è necessario ripetersi. Ciò che è necessario però è che cambino le cose, perché quanto fatto finora non è stato sufficiente per portare in alto il nome di un club come il Milan.
La prima cosa da fare sarà ingaggiare il nuovo direttore sportivo. Non una figura di poco conto, che dovrà essere sicuramente preparato e magari anche italiano o con esperienze italiane che non guasta. Il progetto panchina portoghese non è andato come si sperava e rimettere alla guida della squadra una figura che conosca il campionato a menadito e che abbia esperienza nazionale ed internazionale è la seconda cosa da fare. L’ultima, ma non per importanza, è rimettere ordine in società. Stabilire chi prende le decisioni, stabilire quando le prende e soprattutto stabilire delle gerarchie, aiuterà tutti e creerà quel collante dirigenza-campo che sembra una cosa da poco ma non lo è per niente.
È proprio questo quello che in stagione è mancato al Milan, una situazione societaria che definire incasinata è un eufemismo si è riversata sul campo andando a creare anche lì quello scompiglio che si è visto soprattutto nell’ultimo periodo e che ha estromesso i rossoneri quasi da tutto. Adesso è necessario ripartire da una coppia, DS-allenatore, solida, affiatata e che sappia fare il proprio lavoro. Un nuovo modello dopo il fallimento di quello vecchio. Facile a dirsi, difficile a farsi, ma…


