L’ex allenatore Fabio Capello ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera in cui ha anche criticato fortemente la situazione del Milan. Di seguito le sue parole.
Capello sui tanti licenziamenti
«Beh, direi in pieno American style».
Su Iraola, che non vuole il Milan
«E perché dovrebbe volerlo? Le sue squadre giocano davvero bene, il Bournemouth è stata una sorpresa fin dall’inizio della Premier League. Adesso è come se stesse cantando alla Scala. Allena in Inghilterra, nel torneo più importante di tutti. E lo lascerebbe per cosa? Purtroppo noi non abbiamo più appeal. Invece lui sa benissimo che con un altro anno cosi positivo e con delle coincidenze favorevoli potrebbe presto ritrovarsi alla guida di un top club in lotta per il titolo in Premier».
Su Allegri
«Prima di giudicare il suo lavoro o quello eventuale dei nomi che vengono fatti per la sua successione, serve che il Milan costruisca una dirigenza all’altezza».
Su Cardinale che ha scelto Ibrahimovic
«Sì, ma gli altri nomi che sento non mi tranquillizzano, tutt’altro. Leggo di possibili direttori sportivi inglesi o americani quando quelli italiani sono un’assoluta eccellenza. Ma perché? Incredibile, Sembra di essere alla fiera dell’est. Sono scioccato».
Su quali giocatori bisogna ripartire
«Molti di quelli che sono scesi in campo nelle ultime partite li manderei via. Nella prima parte di stagione hanno giocato un calcio quanto meno efficace. Ma se sei al Milan non puoi passare da 100 a 50 nel giro di poche settimane».
Su cosa farebbe Capello per guarire il Milan
«È una domanda difficile a cui rispondere. L’errore più grave è che nessuno è stato in grado di capire il motivo di questo tracollo. Perché nelle prime 25 giornate la squadra ha perso solo una partita e nelle ultime 13 ben sette? Prima di mandare via tutti, bisognava risalire a un perché. Se lo si individua, allora si è a buon punto. Sennò non si possono fare delle scelte, è inutile tagliare teste. O chi arriva è un mago e usa la bacchetta magica o non lo so. Auguri a chiunque verrà nominato».


