Fabio Capello ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport per parlare del Milan di Massimiliano Allegri tra derby, scudetto e tanto altro. Di seguito le sue dichiarazioni.
Se il derby l’ha divertito
“Mi ha fatto divertire Allegri. Mi è piaciuto vedere e apprezzare come ha gestito il tutto. Ha guidato la squadra dal primo secondo all’ultimo. A livello tattico ha preparato la sfida in tutti i dettagli. Il Milan storicamente nei derby ha sempre sofferto fisicamente, sulle palle alte, ma stavolta ha trovato le contromisure. A parte il palo di Acerbi, i rossoneri hanno tenuto la guardia alta. Questa la chiave più importante? L’altra è che l’Inter sa sfruttare molto anche i cambi di campo, però in questo caso non ha mai trovato un varco vero dove entrare. Allegri ha lavorato bene nonostante il pochissimo tempo a disposizione: con la squadra al completo ha potuto fare solo due allenamenti”.
Sul perché il Milan è da scudetto
“La premessa è che resta un problema evidente davanti: manca un centravanti. Ma, detto questo, nella squadra si vedono chiaramente voglia, spirito e l’idea di essere protagonisti. Il tutto favorito da una classifica dove non eccelle nessuno. E poi c’è ovviamente il vantaggio netto di non avere le coppe, che permetterà ad Allegri di lavorare con giocatori che non sono stanchi e stressati. Infine, Allegri è riuscito a entrare nella testa dei giocatori. La squadra ha fatto risultato contro quattro squadre di vertice, sarebbe riduttivo parlare solo di derby”.
In cosa è più cresciuto il Milan
“Nell’ordine in campo. Prima era una squadra che io definisco sparpagliata, e non mi riferisco solo alla scorsa stagione ma anche ad alcune partite di quest’anno. Succedeva soprattutto quando veniva persa palla, ora invece vedo tutti ordinati e attenti. Si aiutano dal primo all’ultimo”.
Su quanto c’è di Allegri
“Direi il 70-80%, perché contro le grandi non vinci se non sei entrato nella testa dei giocatori. Lungo una stagione ci sono degli step da superare e li superi solo se sei convinto che le direttive dell’allenatore siano corrette. Derby difensivista? Non sono così convinto che questo piano gara sia un rischio: se hai delle attitudini a giocare in quel modo e riesci a restare sempre concentrato, può essere un’arma vincente”.
Sul fatto che faccia fatica quando deve dettare il ritmo
“È paradossale ma è vero. Non dimentichiamo anche che non ha a disposizione una rosa ricchissima e quindi non ha un’infinità di soluzioni per variare il piano tattico”.
Sulle regole date a Milanello
“C’è chi pensa si tratti di dettagli, in realtà sono proprio le cose che fanno la differenza. Servono a creare gruppo e mentalità vincente, questa è sempre stata l’anima e la forza del Milan. Per come sta gestendo la situazione Allegri, direi che sta riportando in vita il vecchio Milan. Si vede che Max ha buona memoria…”.
Su un possibile pericolo
“La mancanza di concentrazione. Le partite più importanti mentalmente si preparano da sole, quelle che ti fanno arrabbiare di più sono contro le squadre di livello inferiore”.



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