Da qualche anno, ormai, quando si sente parlare di Francesco Camarda i tifosi del Milan hanno un approccio diverso, quasi paterno, di sicuro pieno di aspettative e fiducia verso le potenzialità e il futuro del ragazzo. Dopo una caterva di gol nei settori giovanili e qualche rete di pregevole fattura in Primavera, nella stagione 2023/2024, Francesco è entrato in questa stagione a far parte stabilmente delle formazioni milaniste dei “grandi”, facendo spola tra la prima squadra e il Milan Futuro in Serie C. Il suo primo impatto, posto che il suo esordio in Serie A con la maglia rossonera è avvenuto nel novembre 2023 con Stefano Pioli in panchina e con un record di ragazzo più giovane di sempre ad esordire nella massima serie che ancora deve essere battuto, non è stato devastante o indimenticabile e di certo qualcuno si aspettava qualcosa in più. Da qui, però, sono partite alcune critiche assurde, sia al calciatore che non ha ancora compiuto diciotto anni e ha tutto il tempo davanti per esplodere e diventare un attaccante di alto livello, sia per il Milan che per la Nazionale azzurra, sia alla società rossonera per la gestione. Francesco Camarda deve essere soltanto lasciato in pace. Lo si deve ad un ragazzo classe 2008 che ha ancora tutto il diritto di divertirsi e non pensare a prestazioni, pressioni e ansia di arrivare, ma soprattutto lo si deve al rispetto di un’età in cui il calcio deve e può essere ancora visto come una valvola di sfogo e non come la cosa più importante della propria vita.
Camarda, una stagione di crescita. Nonostante tutto

L’esplosione in queste due ultime stagioni di un certo Lamine Yamal e la mancanza di talento, di cui in generale soffre il calcio italiano da diverso tempo, però, non sono state di certo carte a favore del ragazzo che, soprattutto in un’epoca in cui tutto è social, viene postato sui profili e sul web e si passa il tempo a leggere il pensiero di “Pinco Pallo” su Instagram, non ha potuto godersi la sua crescita e i suoi primi passi nel calcio che conta. Eppure, secondo chi vi scrive, la stagione appena trascorsa da Francesco Camarda, tra prima squadra e Milan Futuro, sarà importantissima per la sua crescita, anzi si rivelerà addirittura fondamentale. Certo, alcuni errori nella sua gestione, soprattutto all’inizio, sono stati commessi, come per esempio non indirizzarlo primariamente alla Serie C e poi farlo partecipare a qualche partita della prima squadra in maniera sporadica e senza troppe pressioni addosso, così come avvenuto poi negli ultimi mesi, quando per scelta societaria Camarda è stato destinato quasi sempre a Oddo & Co. e saltuariamente ha partecipato alle spedizioni con Conceicao e i “grandi”. Le sue sporadiche apparizioni nel calcio di Serie A, anche in occasioni importanti come il derby di ritorno di campionato, e in Champions League, per esempio, torneranno utili al ragazzo come esperienza di vita e di carriera, ma soprattutto per conoscere e maturare più in fretta nel calcio che conta. Poi c’è la questione della forza fisica e della massa muscolare, con un Camarda che, allenandosi puntualmente con gente più grande e strutturata, ha sicuramente messo muscoli e struttura fisica e atletica ed è già molto diverso dal ragazzino fragile e mingherlino che esordì contro la Fiorentina, ormai oltre un anno e mezzo fa.
Camarda, da Max alla gestione da non sbagliare

Ora, però, sarà fondamentale non sbagliare più la gestione del ragazzo e far crescere con attenzione e cura Francesco Camarda in tutto e per tutto, nella giusta forma e nella giusta direzione. Si parla già del suo futuro e se magari potrebbe servire un suo passaggio in prestito in un’altra squadra, tra “bassa” Serie A o “alta” Serie B. Il ragazzo, però, non dimentichiamolo, ha appena diciassette anni e dovrà capire, con l’aiuto e il sostegno di genitori, procuratore e amici fidati, ma anche della società, quale potrebbe essere la soluzione più saggia per il suo futuro. La scelta, però, dovrà spettare solo e soltanto a Francesco Camarda che non deve sentirsi obbligato a fare o diventare qualcuno, ma deve pensare a divertirsi e crescere con calma. Questo perché lo si deve ad un ragazzo di diciassette anni e alla voglia di vederlo ad alti livelli magari tra qualche anno. Il Milan di Massimiliano Allegri sarà sicuramente diverso rispetto a quello degli ultimi anni e probabilmente ci sarà spazio più per calciatori già affermati che per giovani promesse, ma il tecnico livornese ha sempre lavorato bene, con grande cura e con grande parsimonia con i giovani, non facendo mai il passo più lungo della gamba. Importante per Camarda, quindi, potrebbe essere partire in ritiro con il nuovo Milan di Allegri e carpire segreti e insegnamenti di un uomo che sta nel mondo del calcio da una vita, ha allenato tanti grandi campioni e ha fatto la storia di questo sport, almeno nel nostro Paese. Un ritiro con i grandi fatto per intero, quindi, qualche amichevole estiva e poi si deciderà insieme, con direttore sportivo e allenatore, oltre che famiglia e amici, quale potrebbe essere la scelta migliore per il futuro di Francesco Camarda. Un talento da proteggere, un ragazzo da coccolare, un giocatore da far crescere con calma e cura.

