Mattia Caldara, ritiratosi recentemente dopo un periodo davvero difficile per l’infortunio, si è confidato al Centrocampo podcast sulle sue esperienze rossonere.
“Chiellini mi consigliò di rimanere alla Juventus. Ho sbagliato, è il rimpianto più grande che ho nella mia vita. Ma poi io di Chiellini ho tutti i magneti sul frigorifero a casa dei miei… Anche quella roba lì, non averlo ascoltato è come se avessi tradito un mio idolo da giovane, sono stato proprio scarso caratterialmente e ho sbagliato, lì veramente dico che ho sbagliato in pieno. Magari lo spazio lo trovavo in Coppa Italia…“.
“Io quando sono lì vedo Higuain con me, capisco che il Milan ha delle intenzioni serie. Ha preso un giocatore, forse il top di quel periodo li, avevo delle idee totalmente diverse rispetto a poi come è andata, perché comunque anche Higuain non è andato benissimo, si è un po’ perso anche lui. Però la cosa che a me pesa tantissimo è che non sono riuscito a stare bene mai al Milan, tranne all’inizio dove ho giocato pochissimo, quindi ho emozioni contrastanti. Mi rendo conto magari di essere arrivato in una certa piazza importantissima, poi allo stesso tempo dopo 1 mese e mezzo vivere tutta quella cosa che ho poi vissuto, quando poi vedo quella foto li mi fa male, perché dentro di me avevo totalmente altre speranze, la voglia di incidere, di dimostrare che potevo giocare al Milan, portare il Milan dove merita perché in quel periodo lì il Milan non era il Milan“.
“Infortuni? Era un momento per me complicato. Vuoi o non vuoi la cosa che mi hanno pagato 30 milioni, non avevo giocato, ero comunque fermo, sapevo che dovevo rimanere fermo altri sei mesi, mi sentivo proprio male, mi sentivo una m***a, perché non riuscivo a esprimermi. Non potevo giocare, dicevo ‘cavolo sono venuto qua apposta’, c’è tanta aspettativa, non poter neanche a livello fisico dare qualcosa. Magari se non giocavo però negli allenamenti potevo dare qualcosa durante la settimana, preparare la partita. E poi non giocare, sì ti girano le scatole però sapevi che puoi dare una mano e magari pensavi ‘vabbé, domenica prossima’. Lì invece non c’era neanche domenica prossima, vuoi tutto quello che c’è stato prima, la presentazione con Higuain, è stata pesante come cosa. Li ho iniziato a chiudermi in me stesso, facevo fatica a uscire, non andavo più neanche in giro. Dove vado, sono qua, non posso fare niente. Ho passato dei mesi chiuso in casa, perché non mi sentivo a posto con la coscienza. E lì è stato molto complicato“.


