Calciomercato, occhio alla scadenza del 1° giugno: cos’è il CLA e come funziona il rischio blocco trasferimenti

Le società di Serie A si stanno muovendo per costruire le rose da consegnare ai rispettivi allenatori in vista della stagione 2026/2027. Tuttavia, prima di arrivare a luglio e alle calde trattative estive, c’è una data di scadenza cerchiata in rosso sul calendario che potrebbe influenzare pesantemente il calciomercato: il 1° giugno. Entro questa giornata, i club dovranno presentare la documentazione relativa alla propria situazione patrimoniale intermedia al 31 marzo. Lo riferisce Calcio e Finanza.

Tra i vari documenti richiesti dalle NOIF (Norme Organizzative Interne Federali), il più importante è il prospetto contenente l’indicatore del Costo del Lavoro Allargato (CLA). Ufficialmente la scadenza sarebbe fissata al 31 maggio ma, cadendo di domenica, slitterà a lunedì 1° giugno. Ma in che modo questo parametro può influenzare il mercato? E cosa rischiano i club in caso di mancato rispetto delle soglie?

Calciomercato Serie A: le novità del 2026 e l’addio all’indice di liquidità

A partire da gennaio 2026, il sistema di controllo sulla salute economico-finanziaria dei club italiani ha subito una profonda rivoluzione. Il piano strategico approvato dalla FIGC ha sancito l’addio definitivo al vecchio indice di liquidità, sostituito da un parametro internazionale: il CLA (Costo del Lavoro Allargato).

Nel nuovo quadro dei controlli della Federazione, il CLA è diventato lo strumento principale per valutare la sostenibilità dei club di Serie A. Si tratta di un indice che mette a confronto il costo complessivo del lavoro sportivo con i ricavi della società, determinando lo spazio reale a disposizione per operare sul mercato.

A partire da questa sessione estiva di trasferimenti, il limite massimo scatterà a 0,7. Per favorire gli investimenti nei vivai e valorizzare i calciatori convocabili in Nazionale, dal calcolo saranno esclusi i costi e gli ammortamenti dei calciatori italiani Under 23.

Come si calcola il Costo del Lavoro Allargato: le voci del bilancio

L’indicatore funziona come un rapporto matematico tra due macro-variabili (Costo del Lavoro Allargato / Ricavi). Il risultato deve mantenersi entro la soglia dello 0,7 fissata dal Consiglio Federale su proposta della Covisoc. Superare quel limite significa andare incontro a restrizioni molto pesanti sul mercato.

Cosa rientra nel Costo del Lavoro Allargato (Numeratore)

  • Costi per il personale sportivo: stipendi dei calciatori professionisti e dell’allenatore della prima squadra (inclusi eventuali tecnici esonerati ancora a libro paga).

  • Ammortamenti e svalutazioni dei diritti alle prestazioni delle prestazioni dei calciatori (i cartellini).

  • Costi degli agenti sportivi, se non già capitalizzati nel valore del cartellino.

Cosa rientra nei Ricavi (Denominatore)

Il denominatore tiene insieme le principali fonti di introito. Nota bene: la parte legata alle plusvalenze viene calcolata su una media di 36 mesi, per evitare che una singola cessione record alteri fittiziamente l’indicatore.

  • Ricavi da vendite, prestazioni, contributi e proventi commerciali.

  • Sponsorizzazioni, pubblicità e diritti audiovisivi.

  • Ricavi da prestiti dei calciatori (al netto dei costi).

  • Plusvalenze e altri proventi da trasferimenti (al netto delle relative minusvalenze e spalmate sugli ultimi tre anni).

Sanzioni e mercato bloccato: cosa succede se si sfora il limite?

I club devono presentare questo prospetto due volte all’anno: entro il 31 maggio (dati al 31 marzo) ed entro il 30 novembre (dati al 30 settembre). Ogni scadenza è legata a doppio filo alla sessione di mercato successiva.

In questo scenario, il club può fare mercato solo “a saldo zero” (o positivo), dimostrando alla Lega di aver generato spazio salariale o liquidità attraverso cessioni, risparmi sugli ingaggi o risoluzioni contrattuali, senza possibilità di aumentare il monte ingaggi complessivo.

Come sbloccare i trasferimenti: la novità dell’estate 2026

Se un club si ritrova con il mercato bloccato, l’unica via per tornare a operare liberamente è un intervento diretto dei soci volto a rafforzare la situazione patrimoniale. Tra le opzioni previste dal regolamento figurano:

  • Versamenti in conto futuro aumento di capitale o aumenti già versati.

  • Finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci.

  • Cessioni pro soluto dei crediti da calciomercato o da diritti TV non ancora contabilizzati.

Il caso delle “Riserve di Utili”

La vera novità dell’estate 2026 riguarda l’utilizzo delle riserve di utili per sanare lo squilibrio. Questa opzione (che aveva già fatto discutere in ottica Napoli durante la sessione invernale) permette ai club virtuosi che hanno accumulato patrimonio netto di utilizzarlo per coprire l’eccedenza di costo, a patto che tali somme vengano vincolate e rese indisponibili per i soci fino al rientro dei parametri. Una revoca anticipata di questo vincolo comporterebbe un illecito disciplinare con conseguenti sanzioni sportive.

Milan-Inter: Henrikh Mkhitaryan, Youssouf Fofana (Photo Credit: Alessio Morgese / DPPI / Shutterstock / IPA via IPA Agency)
Milan-Inter: Henrikh Mkhitaryan, Youssouf Fofana (Photo Credit: Alessio Morgese / DPPI / Shutterstock / IPA via IPA Agency)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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