L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport ha analizzato le decisioni prese dall’arbitro Abisso nel corso della gara di ieri sera tra Cagliari e Milan, valida per la diciottesima giornata di campionato. Nell’azione che ha portato al calcio di rigore poi trasformato da Zlatan Ibrahimovic, quest’ultimo è stato sicuramente spinto da Lykogiannis.
Dal canto suo, il direttore di gara ha ritenuto che l’intensità del contatto fosse tale da fischiare il penalty in favore dei rossoneri. In ogni caso, qualora non fosse stato concesso il rigore, il VAR non sarebbe potuto intervenire. Sull’intensità del contatto, infatti, conta solo il giudizio dell’arbitro.
Per lo stesso motivo, all’82’, non è stata invece assegnata la massima punizione ai padroni di casa per un presunto fallo di Diaz ai danni di Sottil. In questa circostanza, per il fischietto di Palermo, potrebbe avere influito il fatto che l’attaccante degli isolani avesse utilizzato le mani per aiutarsi, tanto da essersi aggrappato alla maglia del numero 21 del Diavolo.
Appare invece molto severo il cartellino giallo sventolato ad Alessio Romagnoli, che era diffidato e che salterà quindi il match di sabato contro l’Atalanta. Il secondo gol dei rossoneri era regolare: Ibrahimovic, infatti, era stato tenuto in gioco da Lykogiannis. Infine, risulta corretta la decisione di espellere Saelemaekers per doppia ammonizione. Sui due falli commessi dall’esterno belga, il cartellino ci poteva stare.


