Brocchi su Juventus-Milan: “Rossoneri leggermente favoriti. Che ricordi la finale di Manchester: ve la racconto”

Christian Brocchi ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Tuttosport in vista di Juventus-Milan, match in programma domenica sera alle ore 20.45 all’Allianz Stadium di Torino. Ecco le parole dell’ex centrocampista e allenatore rossonero.

Brocchi su Juventus-Milan: “

Mi aspetto una partita equilibrata. Il Milan è diventata squadra: sa lottare e soffrire insieme. La Juve ha la voglia e la volontà di mettere da parte gli ultimi risultati e rilanciarsi alla grande. Se mi devo sbilanciare dico che ha più probabilità di vincere il Milan. Ma al 51%… Ho molta stima nei confronti di Allegri: crea il gruppo a sua immagina e somiglianza: pragmatico, focalizzato sulla vittoria. I rossoneri dal centrocampo in su sono davvero forti. In difesa, però, gli manca ancora qualcosa… Ci vorrebbe un centrale forte, alla Bremer, per intenderci…“.

Sul primo ricordo del match…

Da allenatore, mi viene subito in mente la sconfitta nella finale di Coppa Italia del 2016… Una serata che mi ha lasciato una grande delusione. In parte, forse, avrebbe potuto cambiare il mio percorso da allenatore. L’avevamo giocata bene, perdendola poi nel finale. Avremmo meritato di più. Ma fa parte del gioco… Poi ovviamente ripenso alla Champions vinta con il Milan nel 2003. Un ricordo indelebile e stupendo. A Manchester non sono sceso in campo, ma nel corso del torneo ho dato il mio contributo anche da titolare, come nella semi contro l’Inter. Quel successo ce l’ho tatuato sulla pelle…“.

Brocchi racconta le sensazioni dello spogliatoio: “Eravamo molto più tesi per gli euroderby della semi. A Manchester ci siamo arrivati con le spalle più larghe, dopo due vigilie toste. L’idea della sconfitta non ci ha sfiorato nemmeno per un secondo. Ed era la forza del nostro gruppo. Eravamo più pronti e consapevoli: sapevamo che, in un modo o nell’altro, l’avremmo portata a casa. Non servivano discorsi o frasi a effetto. Bastava guardarsi negli occhi: c’era un non verbale meraviglioso…“.

La nascita di Manuel Locatelli in rossonero: il racconto

“Erano un paio d’anni che dicevo al presidente Berlusconi quanto fosse forte Manuel, e che un giorno sarebbe stato un giocatore importante per il Milan. Il mio contributo nella sua crescita non sta tanto nell’averlo fatto esordire in A, quanto più nel lavoro che abbiamo fatto insieme nel settore giovanile. All’inizio Manuel era tutto tacco e punta. Un centrocampista elegante e tecnico a cui mancava, però, qualcosa dal punto di vista difensivo. Capitava spesso che finisse le partite senza un minimo di fango sulla divisa. Ecco l’ho aiutato a sporcarsi, a metterci più agonismo, più grinta“.

Brocchi prosegue: “Quando ho preso il posto di Mihajlovic, lui era giù di morale perché non aveva ancora giocato un minuto. Ci teneva tanto, non vedeva l’ora. Siamo andati a Genova per la mia prima partita contro la Samp e lì l’ho tenuto in panchina. Al fischio finale è venuto da me chiedendomi il perché non l’avessi mandato in campo. Per stemperare gli risposi così: ‘Tra i miei sogni c’è quello di farti esordire a San Siro, perché lì ne giocherai tante’. È bastata quella frase per fargli tornare il sorriso. Si è tranquillizzato. E la settimana dopo ho tenuto fede a quella promessa, lanciandolo nel finale contro il Carpi“.

Milan-Juventus: Manuel Locatelli, Tijjani Reijnders (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan-Juventus: Manuel Locatelli, Tijjani Reijnders (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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