Leonardo Bonucci – ex difensore di Milan e Juventus, oggi collaboratore di Rino Gattuso in Nazionale – ha rilasciato una lunga intervista a Cronache di Spogliatoio, parlando dei suoi modelli in quanto ad allenatori. Di seguito le sue dichiarazioni.
Le parole di Bonucci
«Ho avuto la fortuna di essere stato allenato da allenatori importanti e ognuno mi ha lasciato qualcosa. Nelle intuizioni credo che Allegri sia stato il più grande. Nelle caratteristiche del giocatore e nel metterlo nelle condizioni migliori ha fatto scelte che sembravano assurde e poi hanno portato risultati. Nella tattica in generale quello che mi ha dato di più è stato Conte. Quando è arrivato con noi è partito da un 4-2-4, è passato al 4-3-3, al 3-5-2 e sapevamo a occhi chiusi sempre cosa fare».
«Questo ti permette di acquisire conoscenza, di aumentare il tuo bagaglio, mi sono segnato tante cose su un quaderno. Insieme a Rino al Milan venivamo da un periodo veramente difficile e lui mi disse: ‘Leo siamo in un momento complicato, vanno fatte le cose semplici’. Poi Ventura a Bari con la palla sulle punte a incrociare… Sono stato fortunato e oggi ho il sogno di fare l’allenatore, ma loro mi hanno lasciato qualcosa che mi ha acceso la lampadina».
«Qual è il mio ruolo in Nazionale? Parlo di tutto, in questo ruolo svari da cose di campo all’essere umano. Allegri in questo è un fenomeno, non parla mai negativamente, non si lamenta mai. Il lavoro sporco lo facciamo noi, poi con il ct ci riuniamo e vediamo i dati per capire la condizione psico-fisica di un giocatore. Una volta a settimana facciamo il punto della situazione. Il mister è molto contento del lavoro di tutti e ti fa sentire importante. È la risposta più bella, ti spinge a dare sempre di più. Fa sentire importanti tutti. Uno dei miei ruoli è quello di preparare i calci piazzati offensivi e difensivi», conclude Bonucci.


